domenica 10 aprile 2016

Un'orsa a Praga: giorno #2 - km 13 - Czk 1.273 (47 Euro)

E il giorno #1? E'Qui!

 

07:00 del mattino, ci svegliamo con il profumo di caffè (americano) e con il tintinnio delle tazzine. 

La nostra camera, ubicata in prossimità dell'area riservata allo staff, ci permette di ascoltare "piacevolmente" ogni singola azione del personale mentre si dedica alla preparazione della frugale colazione: panini, burro, marmellata, caffè lungo, formaggino (!!!), yogurt e uno strano paté che non ho avuto il coraggio di aprire.

Siamo orgogliosamente Italiani, Campani per giunta!

 

A chi lo vuoi dare lo YOGURT con il FORMAGGINO?! 

 

Senza cappuccino&cornetto i pezzi del mio corpo neanche si ricompongono.

Ci guardiamo in faccia e pronunciamo all'unisono la parola: Trdlo! 

 

Il programma per il giorno #2 prevedeva una mezza giornata piena dall'altra parte della Moldava, fra la visita al Castello, Mala Strana (la caratteristica Città Piccola), l'isola di Kampa e la Casa Danzante.

In meno di 5 minuti a piedi siamo nuovamente sotto la Torre dell'Orologio con i nostri Trdlo fumanti fra le mani: è incredibile l'effetto immediato dello zucchero che viaggia nel sangue! 

La giornata è uggiosa ma non fa eccessivamente freddo: l'intenzione è quella di assistere almeno ad un cambio della guardia, cerimonia che avviene allo scoccare di ogni ora presso tutti gli ingressi del Castello.

 

Il Castello, che in realtà è un comprensorio di edifici storici, palazzi, vicoli ecc, è tranquillamente raggiungibile con i mezzi pubblici ma noi, forti della carica dei Trdlo, decidiamo di riattraversare Ponte Carlo (anche perché il giorno prima eravamo dovuti scappare via) ed affrontare una bella salita a piedi! 

Il Ponte è davvero meraviglioso: ne intravediamo l'inizio oltre la Torre e, con la luce del giorno, riusciamo ad apprezzare la bellezza delle statue che campeggiano su entrambi i suoi lati. 

Solitamente il Ponte Carlo è molto rumoroso: fra il chiacchiericcio dei turisti, i gabbiani ed il rombo del fiume sottostante, la sensazione di vitalità è portata all'estremo.

 

Ma quella mattina cala un silenzio innaturale. 

Sarà la suggestione delle tante leggende che ho letto sul web prima di partire ma, ad un certo punto, avverto una stranissima sensazione: arrivati all'altezza della stessa statua della sera prima, scoppia un temporale improvviso! 

E' incredibile, sembra che il Ponte non mi voglia! 

Correndo sotto la pioggia mi pare di aver sentito un:

"Tuu non puoii passaareee!"

E' veramente un attimo. 

Tutti scappano via chiudendo frettolosamente le bancarelle dei souvenir ed i treppiedi porta-Reflex. 

 

Solo i Praghesi DOC non si scompongono: continuano a camminare beatamente sotto la pioggia scrosciante. 

 

E neanche stavolta riusciamo a passeggiare sul Ponte Carlo!

Arrivati dall'altra parte di Praga, la pioggia passa da scrosciante a leggera ed impalpabile. 

Mi scappa un ecchecacchio! 

Cerco di distrarmi ammirando Malà Strana, altrettanto bella e caratteristica come la Città Vecchia.

 

Ad un certo punto la strada comincia a salire, facciamo forza su ginocchia e caviglie e ci arrampichiamo su per via Nerudova, passando davanti all'Ambasciata Italiana. 

Arriviamo col fiatone sul piazzale dell'ingresso del castello: una bellissima cancellata nera con decorazioni in oro sormontata da colossali statue dei Titani Combattenti. 

Il cambio della guardia si era concluso pochissimi minuti prima, non abbiamo fatto in tempo...colpa dei Trdlo. 

Così indugiamo sul panorama alle nostre spalle: la città di Praga emergeva piano piano dalla nebbia: gente uno spettacolo! 

Due turisti appoggiano distrattamente il loro Trdlo sul muretto per scattare le foto alla città. 

La tentazione è stata grande!

 

Entriamo ed acquistiamo il biglietto, quello con itinerario non completo da 250 Corone ciascuno, per via dell'intensa tabella di marcia. 

La prima cosa che vediamo è la Cattedrale di S. Vito. Pensavo che che Praga a febbraio fosse freddissima. 

NonAvevoCapitoNiente. 

 

Il freddo che ho assaggiato in quella Cattedrale non l'avevo mai provato in vita mia. 

Bella, bellissima, anzi superba in tutta la sua goticità. 

Dalle guglie ai Gargoyles, dai rosoni che decorano le vetrate agli interni.

Sarcofagi, marmi, sculture e dipinti intervallati da maledetti turisti che si sparano selfie. 

Forse a me sfugge il profondo significato: mi dite che senso abbia farsi una foto con le dita a "V" vicino al sarcofago di San Venceslao?
La visita successiva era nella Basilica di S.Giorgio. 

Puro stile romanico, molto spartana, quasi una chiesa francescana oserei. 

La penombra all'interno contribuiva a renderla davvero suggestiva. Successivamente il Palazzo Reale. 

Anche qui gruppi di turiste mediorientali, con il velo, autoselfanti con le dita a "V".

 

Tra l'altro, in diversi ambienti del Castello le foto sono vietate, in altri invece bisogna acquistare l'accredito a parte per scattare!

 

 

 

Comandi!

La visita successiva è nel famoso Vicolo d'oro, sinceramente la parte più bella di tutto il "Castello". 

Ah, per entrare in ciascuna di queste zone, si deve passare dal tornello obliterando il biglietto.

Se non lo fate correttamente le ire dei funzionari addetti al controllo si abbatteranno su di voi!

Quando arriviamo al Vicolo d'oro lo troviamo invaso da un centinaio di turisti coreani. 

Per entrare dobbiamo aspettare che ognuno di loro passi dal tornello e, nel mentre, riesco ad immortalare una cretina che si era infilata di nascosto nella guardiola dell'Ufficiale ;D

 

Il vicolo d'oro è bellissimo: le casette minuscole che all'epoca ospitavano gli alchimisti (poveri, erano costretti a trovare la formula per trasformare il ferro in oro), oggi sono "riarrangiate" con arredi e suppellettili del secolo scorso. 

Ragazzi sono di una bellezza commovente! 

La tappa successiva è la torre di Dalibor, dal nome del primo prigioniero che vi fu rinchiuso, contenente una serie di terribili strumenti di tortura. 

Usciamo e troviamo quest'opera d'arte qui sotto. 

Notare la zona consunta a testimonianza di un continuo "tocchìo turistico" finalizzato al procurarsi fortuna e gloria. 

A giudicare dalla posa in stile estasi-da-apparizione, le uniche fortune e glorie secondo me, sono quelle provate dal bronzo.

 

 

Nel frattempo s'è fatta ora di pranzo. 

La locanda medioevale in cui dovevamo mangiare era chiusa. 

Prima incazzatura della giornata. Ci tenevo davvero tanto! 

In questa locanda si torna letteralmente indietro nel tempo: a parte la location spettacolare con teschi, panche di legno, candele e torce, i cibi vengono serviti con stoviglie di legno da personale in costume medioevale. 

Inoltre odalische, giocolieri e mangiafuoco allietano i clienti con spettacoli del tipo da artisti di strada! 

Mi è rimasto qua.

Scendiamo a Mala Strana e ci intrufoliamo in un localino che smercia panini tipici. 

E lì seconda incazzatura

Indico il menù illustrato sulla parete alla cassiera tanto bella quanto stronza. Lei batte lo scontrino e, sorpresa, il costo è il doppio di quello indicato sul menù. 

E dire che per un attimo ho dubitato della mia vista...non ci vedevo più dalla fame, ed ho ricontrollato il prezzo del panino sul tabellone. 

Ennò avevo visto bene!

 

La stronza però fa finta di non capire l'inglese e indica con fare perentorio il prezzo sullo scontrino, come a dire paga e basta! 

Panino farcito con peperoni, salsiccia e salsa, immancabile Pepsi e si riparte.

Attraversiamo le caratteristiche viuzze dell'isolotto di Kampa, fotografando i corsi d'acqua, il mulino e il muro di John Lennon.

 

La verità? Dalle foto viste sul web mi aspettavo un muro molto più lungo e figo. 

In compenso ho trovato lo stesso tizio con la chitarra che ho visto in numerosissime immagini: in versione estiva/invernale con capelli lunghi/corti/con codino ma è sempre lui! 

Credo di averlo riconosciuto anche in una foto nel blog di Tiziana La Valigia in Viaggio

Tiziana a quando risale il tuo viaggio a Praga? Sto tizio è ancora lì!

Attraversiamo il bel parco fotografando le statue giganti dei bambini mostruosi. 

L'arte moderna non mi ha mai fatto impazzire: per quanto mi riguarda, questi bambini possono anche essere stati pensati da una reincarnazione di Fidia...per me hanno solo preso un gran pugno in faccia.

Ci incamminiamo sul bellissimo lungofiume in una zona decisamente meno battuta dai turisti. 

 

Posso ammirare le chiuse, i meccanismi che consentono ai battelli di proseguire lungo le sponde della Moldava e costruzioni dal sapore antico!

 

Dopo parecchi km arriviamo alla famosa casa danzante, una costruzione la cui architettura spicca decisamente sulle facciate dei palazzi liberty. 

Finalmente torniamo indietro sulla sponda opposta del fiume. 

Guardate sta pazza in che condizioni faceva jogging: 

Un vento freddo terribile e lei mezza nuda! 

Ci reimmergiamo nella passeggiata per strade e viuzze interne, fino a raggiungere nuovamente la piazza della città vecchia. 

Come potete vedere dalle foto, per le strade di Praga è molto facile imbattersi in strane installazioni artistiche, tipo l'appeso di Via Husova.

 

Quando ormai siamo quasi in prossimità della piazza della città vecchia, una vetrina ci attira con qualcosa di unico che, fino a quel momento, esisteva soltanto nei miei sogni golosi più proibiti. 

Un glorioso kebab al doppio cioccolato roteava in un vortice di colori, di quelli che ti ipnotizzano colesterolo e trigliceridi.

 

"I miei occhi, il mio cuore, la mia bocca, il mio stomaco: tutto di me in quel momento rideva alla vista della kebbabbara che raschiava i riccioli di cioccolato dal grosso ciocco."                                                           

 

Dopo aver preparato e rivestito di panna una cialda morbida tipo crepes, la commessa la riempie di riccioli di cioccolato e la richiude sapientemente a mo' di busta da lettere. Costo 190 Corone.

Con una carica simile e, un piccolo sforzo ancora, torniamo finalmente in camera. 

Crollo sulla sedia con la necessità impellente di allentare le scarpe. 

Dopo un'oretta di riposo si riscende per pappare qualcosa e, considerando l'enorme stanchezza, decidiamo di non fare più di 200 metri e ci fermiamo al Palladium.

 

Fra le decine di ristoranti posti all'ultimo piano del blasonato centro commerciale, la scelta ricade su un rassicurante e international McDonald. 

Li sento i vostri fischi!

La verità è che era il locale più appartato rispetto agli altri. 

 

Gli odori di ultrafritto, di brodaglie, di pesce e di spezie dei locali etnici, tutti in stile open space, mi hanno fatto propendere per un buon McPollo.

Piacevolmente sorpresi dalla bontà e dal costo: 250 Corone per due McMenù maxi. Meno che in Italia! Anche la qualità molto buona rispetto agli standard italiani!

 

Dopo il Mcpanino non riuscivo più a muovermi: siamo rimasti seduti nel McDonald di un centro commerciale di una capitale europea per 2 ore che vergogna!!!

 

Il breve tratto di strada che ci separava dalla pensione mi è sembrato il triplo di tutti i km macinati precedentemente.

 

Adesso, mentre scrivo, la cosa che più mi rimprovero di questo mio secondo giorno a Praga, è che siamo andati a letto distrutti e SENZA Trdlo serale!

 











lunedì 4 aprile 2016

#IntoTheWallet: Cosa c'è nel portafogli di un viaggiatore?


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 Illustrazione di Stefano Tenti – tutti i diritti riservati all’autore

Magari il portafogli di un viaggiatore non sarà ricco di "carte" intese come banconote ma, certamente, è il portafogli di una persona ricca dentro.

 

Aderisco alla simpaticissima idea di Lucrezia e Stefano, blogger di In World's Shoes, che permette a un viaggiatore di confessare pubblicamente di essere un accumulatore di roba :P

Già ma la "roba" protagonista di questo Tag è, per noi viaggiatori, come il Tesoro dei Templari!

Mi riferisco non ai comuni scontrini, alle ricevute o ai fogliettini orfani che accumuliamo durante la quotidianità ma, a QUEI pezzi di carta (per noi ricordi), prodotti in un viaggio tanto sognato, tanto atteso e, soprattutto, tanto sudato!

Quante volte qualche pezzetto di questo tesoro riemerge, per caso, da zone del portafogli di cui neanche sospettavamo l'esistenza.

 

Ma com'è che a riemergere non è mai una banconota?!

 

Purtroppo, avendo io un carattere "diversamente femminile", è giocoforza inevitabile che anche il mio stile, il mio look e, il mio portafogli, siano maschi.

Il mio portafogli, poi, ha anche la voce al maschile: dovete sentirlo come canta bene "Lacrime Napulitane" con la voce di Mario Merola!

E poi un portafogli da uomo non è come il borsellino da donna!


Quest'ultimo è una sontuosa villa su due livelli, con tanto di piscina, Spa e dependance per la servitù.

Il portafogli da uomo, invece, è un monolocale: spartano, semplice, essenziale e...perennemente vuoto.

 

Ebbene, portando questo monolocale nella tasca del lato B, non posso permettermi di conservare all'interno tutto il Tessssoro prodotto durante un viaggio.

 

Così trasferisco puntualmente tutto il bottino del viaggio in un'agenda che è diventata una sorta di Travel Journal, uguale-uguale a quella del giveaway di Anna del Blog ProfumoDiFollia, la ricordate? 

Eccola qui sotto!

A guardarle meglio ci sono un paio di differenze: la mia è più scura ed è incinta.

 

Nel dialetto delle mie parti imbottito si dice "imbuttunato" 

(rende l'idea vero?)

Questo diario è proprio 'mbuttunato di ricordi di viaggio cartacei-e-non: scontrini, biglietti dei mezzi pubblici, ticket di musei, monete straniere, cartine delle città piegate e sgualcite, pizzini con scritte illeggibili, bigliettini da visita di ristoranti ed alberghi....persino quei volantini promozionali che consegnano per le strade! 

Fino a qualche tempo fa ho conservato addirittura i menù giornalieri di un residence in Trentino.

Ce li infilavano tutte le mattine sotto la porta!

 

Quant'è bello aprire questo genere di memorabilia e tornare con la mente nei posti da cui provengono!

 

 

 

E allora, solo in esclusiva per voi e, soprattutto per Lucrezia&Stefano di In World's Shoes creatori dell'hashtag #IntoTheWallet, apro il mio Travel Journal "inFintaPelle" per mostrarvene il contenuto!

 

 

 

Travel Journal in versione esplosa

 
Ducato, Tarì, Tornesi: monete usate durante la Festa Medioevale della "Tavola della Principessa Costanza"

 

Eh? Come dite? Volete sapere lo stesso cosa c'è nel mio portafogli? 

Purtroppo al momento c'è un famelico e voracissimo buco nero!

 

DLIN DLON: i signori viaggiatori Lucrezia e Stefano, sono pregati di recarsi in direzione per aiutare a mettere a posto :D

Ciao ragazzi!


sabato 2 aprile 2016

# I posti che…

Nome del Tag: #iPostiChe

Ideatore: Neogrigio

Provenienza: Agnese del Blog I'll Be Right Back

Finalità del Tag: “far condividere emozioni e luoghi e, perché no, magari ispirare nuove idee per le prossime vacanze”

 

 

Regole e istruzioni per l'uso:

 

1- utilizzare la foto proprietaria del Tag;

2- citare l'ideatore;

3- ringraziare il/la blogger che ti ha nominato;

4- nominare 10 amici;

5- condividere il Tag;

6- rispondere alle domande;

7- inoltrare il dossier al creatore (no, non a Dio);

 

 

 

Buongiorno e buon sabato! 

Stamattina ho ricevuto la nomination per partecipare al Tag "I Posti Che" da parte di Agnese, la blogger di  I'll Be Right Back che saluto e ringrazio!

Premetto che non ho viaggiato[ancora]tantissimo come gli altri blogger che aderiscono all'iniziativa pertanto, i miei, non sono luoghi far-far away.

Allora, le regole sono chiare e semplicissime: alla base di tutto c'è la voglia di condividere posti&emozioni. 

E per posto non si intende soltanto un luogo fisico: è possibile citare tranquillamente un monumento piuttosto che una piazza, un belvedere o un qualsiasi posto che ci abbia "mosso" un'emozione!

 

Cominciamo...Il Posto...

 

 

Il Posto che ti porti nel cuore 

 

è il Lago di Braies, quello della fiction Un Passo dal Cielo.

Lo avete visto come appare in Tv?

Ebbene dal vivo è ancora più bello. 

La pace e la tranquillità sembrano scaturire direttamente dalla sue acque turchesi. 

 

 

 

 

Il posto più divertente

 

il museo ferroviario di Pietrarsa di S. Giorgio a Cremano, Napoli. 

Ci sono stata in occasione delle celebrazioni dei 150 anni dell'Unità d'Italia, partendo dalla stazione di Napoli su un bellissimo treno d'epoca, il "Centoporte".

Per me che adoro i treni, arrivare al museo in un vagone degli anni trenta e, ammirare decine di Signore a vapore, è stato un bellissimo salto indietro nel tempo!

 

 

 

 

 

 

Il posto più commovente

se dovessi pensare ad un luogo commovente propriamente detto, vi suggerirei il cimitero ebraico di Praga. 

Tuttavia vi indico qui la Costiera Amalfitana. 

In diversi post mi è capitato di etichettare questa bellezza come glamour, chic e con la puzza sotto il naso. 

E' in realtà un mero sfottò che nasconde la mia reale impressione della "Divina".

Commovente perché qualsiasi scorcio e qualsiasi stradina, che sia vista dal mare o no, io non posso fare a meno di associarla a "Caruso" di Lucio Dalla. 

Li dove il mare luccica e tira forte il vento...

 

Il posto più deludente

E' solo per l'affetto che nutro nei vostri confronti, che non voglio aprire il capitolo EXPO!

E così vi rispondo: l'acquario di Genova. 

Il piattume più totale. 

Delfini prossimi al suicidio, pinguini con forte esaurimento nervoso, bazar dove si commercializza di tutto e intere vasche dove ammirare il NULLA. 

E ci sono andata leggera.

 

 

Il posto più sorprendente

Sempre Genova: il Galata Museo del Mare. 

A parte le varie bussole, sestanti e mappamondi antichi dove ho perso la testa, il secondo piano di questo edificio è dedicato alla mostra dei migranti. 

All'ingresso ti rilasciano il passaporto di una persona realmente esistita negli anni 30. Attraverso le sale espositive e le ricostruzioni degli ambienti ci si trova ad impersonificare letteralmente un migrante nel viaggio della speranza fino a New York!

 

 

Il posto più gustoso 

Napoli è imprescindibile dal cibo.

Dall'antipasto al primo, dal dolce al mitico caffè, la città di Napoli&Gusto sono soci in affari da quei famosi sette giorni della creazione. 

Non vi indico un posto particolare semplicemente perché a Napoli il cibo è "nu' Babà" dappertutto!

 

 

 

 

Il posto che ti ha lasciato un ricordo particolare:

Verona, il suo centro e la sua passeggiata sul lungofiume. 

Il ricordo "particolare" è legato al mio procurato allagamento della camera d'albergo.

Forse è Verona ad avere un ricordo particolare di me!


 

Il posto più romantico:

Venezia sta al romanticismo come Napoli sta al cibo. 

Credevo fosse un cliché, invece è davvero stato così. 

Passeggiare fra calle, campielli, architetture e canali che, ci invidiano in tutto il mondo, è proprio romantico gente! 

 

 

 

 

 

 

 

Il posto che vorresti rivedere:

 

le tre Cime di Lavaredo.
Sapete che ho un conto in sospeso con loro, vero? 

Devo assolutamente, tornarci e arrampicarmi fin lassù perchè mi è rimasta la smania di vederle "per intero"!

 

 

 

 

 

Il posto dove ti piacerebbe andare:

 

madò e come si può rispondere a questa domanda?

Ho tantissimi progetti ma, quello che mi sta facendo perdere la testa in questo momento, è la Scozia e le sue Highlands.

 

 

Ecco, è tutto. 

Ah, il mio lato anarchico, selvaggio e sovversivo mi spinge a non rispettare una regola: la regola n.4! 

E i vostri "Posti che"...?