domenica 10 aprile 2016

Un'orsa a Praga: giorno #2 - km 13 - Czk 1.273 (47 Euro)

E il giorno #1? E'Qui!

 

07:00 del mattino, ci svegliamo con il profumo di caffè (americano) e con il tintinnio delle tazzine. 

La nostra camera, ubicata in prossimità dell'area riservata allo staff, ci permette di ascoltare "piacevolmente" ogni singola azione del personale mentre si dedica alla preparazione della frugale colazione: panini, burro, marmellata, caffè lungo, formaggino (!!!), yogurt e uno strano paté che non ho avuto il coraggio di aprire.

Siamo orgogliosamente Italiani, Campani per giunta!

 

A chi lo vuoi dare lo YOGURT con il FORMAGGINO?! 

 

Senza cappuccino&cornetto i pezzi del mio corpo neanche si ricompongono.

Ci guardiamo in faccia e pronunciamo all'unisono la parola: Trdlo! 

 

Il programma per il giorno #2 prevedeva una mezza giornata piena dall'altra parte della Moldava, fra la visita al Castello, Mala Strana (la caratteristica Città Piccola), l'isola di Kampa e la Casa Danzante.

In meno di 5 minuti a piedi siamo nuovamente sotto la Torre dell'Orologio con i nostri Trdlo fumanti fra le mani: è incredibile l'effetto immediato dello zucchero che viaggia nel sangue! 

La giornata è uggiosa ma non fa eccessivamente freddo: l'intenzione è quella di assistere almeno ad un cambio della guardia, cerimonia che avviene allo scoccare di ogni ora presso tutti gli ingressi del Castello.

 

Il Castello, che in realtà è un comprensorio di edifici storici, palazzi, vicoli ecc, è tranquillamente raggiungibile con i mezzi pubblici ma noi, forti della carica dei Trdlo, decidiamo di riattraversare Ponte Carlo (anche perché il giorno prima eravamo dovuti scappare via) ed affrontare una bella salita a piedi! 

Il Ponte è davvero meraviglioso: ne intravediamo l'inizio oltre la Torre e, con la luce del giorno, riusciamo ad apprezzare la bellezza delle statue che campeggiano su entrambi i suoi lati. 

Solitamente il Ponte Carlo è molto rumoroso: fra il chiacchiericcio dei turisti, i gabbiani ed il rombo del fiume sottostante, la sensazione di vitalità è portata all'estremo.

 

Ma quella mattina cala un silenzio innaturale. 

Sarà la suggestione delle tante leggende che ho letto sul web prima di partire ma, ad un certo punto, avverto una stranissima sensazione: arrivati all'altezza della stessa statua della sera prima, scoppia un temporale improvviso! 

E' incredibile, sembra che il Ponte non mi voglia! 

Correndo sotto la pioggia mi pare di aver sentito un:

"Tuu non puoii passaareee!"

E' veramente un attimo. 

Tutti scappano via chiudendo frettolosamente le bancarelle dei souvenir ed i treppiedi porta-Reflex. 

 

Solo i Praghesi DOC non si scompongono: continuano a camminare beatamente sotto la pioggia scrosciante. 

 

E neanche stavolta riusciamo a passeggiare sul Ponte Carlo!

Arrivati dall'altra parte di Praga, la pioggia passa da scrosciante a leggera ed impalpabile. 

Mi scappa un ecchecacchio! 

Cerco di distrarmi ammirando Malà Strana, altrettanto bella e caratteristica come la Città Vecchia.

 

Ad un certo punto la strada comincia a salire, facciamo forza su ginocchia e caviglie e ci arrampichiamo su per via Nerudova, passando davanti all'Ambasciata Italiana. 

Arriviamo col fiatone sul piazzale dell'ingresso del castello: una bellissima cancellata nera con decorazioni in oro sormontata da colossali statue dei Titani Combattenti. 

Il cambio della guardia si era concluso pochissimi minuti prima, non abbiamo fatto in tempo...colpa dei Trdlo. 

Così indugiamo sul panorama alle nostre spalle: la città di Praga emergeva piano piano dalla nebbia: gente uno spettacolo! 

Due turisti appoggiano distrattamente il loro Trdlo sul muretto per scattare le foto alla città. 

La tentazione è stata grande!

 

Entriamo ed acquistiamo il biglietto, quello con itinerario non completo da 250 Corone ciascuno, per via dell'intensa tabella di marcia. 

La prima cosa che vediamo è la Cattedrale di S. Vito. Pensavo che che Praga a febbraio fosse freddissima. 

NonAvevoCapitoNiente. 

 

Il freddo che ho assaggiato in quella Cattedrale non l'avevo mai provato in vita mia. 

Bella, bellissima, anzi superba in tutta la sua goticità. 

Dalle guglie ai Gargoyles, dai rosoni che decorano le vetrate agli interni.

Sarcofagi, marmi, sculture e dipinti intervallati da maledetti turisti che si sparano selfie. 

Forse a me sfugge il profondo significato: mi dite che senso abbia farsi una foto con le dita a "V" vicino al sarcofago di San Venceslao?
La visita successiva era nella Basilica di S.Giorgio. 

Puro stile romanico, molto spartana, quasi una chiesa francescana oserei. 

La penombra all'interno contribuiva a renderla davvero suggestiva. Successivamente il Palazzo Reale. 

Anche qui gruppi di turiste mediorientali, con il velo, autoselfanti con le dita a "V".

 

Tra l'altro, in diversi ambienti del Castello le foto sono vietate, in altri invece bisogna acquistare l'accredito a parte per scattare!

 

 

 

Comandi!

La visita successiva è nel famoso Vicolo d'oro, sinceramente la parte più bella di tutto il "Castello". 

Ah, per entrare in ciascuna di queste zone, si deve passare dal tornello obliterando il biglietto.

Se non lo fate correttamente le ire dei funzionari addetti al controllo si abbatteranno su di voi!

Quando arriviamo al Vicolo d'oro lo troviamo invaso da un centinaio di turisti coreani. 

Per entrare dobbiamo aspettare che ognuno di loro passi dal tornello e, nel mentre, riesco ad immortalare una cretina che si era infilata di nascosto nella guardiola dell'Ufficiale ;D

 

Il vicolo d'oro è bellissimo: le casette minuscole che all'epoca ospitavano gli alchimisti (poveri, erano costretti a trovare la formula per trasformare il ferro in oro), oggi sono "riarrangiate" con arredi e suppellettili del secolo scorso. 

Ragazzi sono di una bellezza commovente! 

La tappa successiva è la torre di Dalibor, dal nome del primo prigioniero che vi fu rinchiuso, contenente una serie di terribili strumenti di tortura. 

Usciamo e troviamo quest'opera d'arte qui sotto. 

Notare la zona consunta a testimonianza di un continuo "tocchìo turistico" finalizzato al procurarsi fortuna e gloria. 

A giudicare dalla posa in stile estasi-da-apparizione, le uniche fortune e glorie secondo me, sono quelle provate dal bronzo.

 

 

Nel frattempo s'è fatta ora di pranzo. 

La locanda medioevale in cui dovevamo mangiare era chiusa. 

Prima incazzatura della giornata. Ci tenevo davvero tanto! 

In questa locanda si torna letteralmente indietro nel tempo: a parte la location spettacolare con teschi, panche di legno, candele e torce, i cibi vengono serviti con stoviglie di legno da personale in costume medioevale. 

Inoltre odalische, giocolieri e mangiafuoco allietano i clienti con spettacoli del tipo da artisti di strada! 

Mi è rimasto qua.

Scendiamo a Mala Strana e ci intrufoliamo in un localino che smercia panini tipici. 

E lì seconda incazzatura

Indico il menù illustrato sulla parete alla cassiera tanto bella quanto stronza. Lei batte lo scontrino e, sorpresa, il costo è il doppio di quello indicato sul menù. 

E dire che per un attimo ho dubitato della mia vista...non ci vedevo più dalla fame, ed ho ricontrollato il prezzo del panino sul tabellone. 

Ennò avevo visto bene!

 

La stronza però fa finta di non capire l'inglese e indica con fare perentorio il prezzo sullo scontrino, come a dire paga e basta! 

Panino farcito con peperoni, salsiccia e salsa, immancabile Pepsi e si riparte.

Attraversiamo le caratteristiche viuzze dell'isolotto di Kampa, fotografando i corsi d'acqua, il mulino e il muro di John Lennon.

 

La verità? Dalle foto viste sul web mi aspettavo un muro molto più lungo e figo. 

In compenso ho trovato lo stesso tizio con la chitarra che ho visto in numerosissime immagini: in versione estiva/invernale con capelli lunghi/corti/con codino ma è sempre lui! 

Credo di averlo riconosciuto anche in una foto nel blog di Tiziana La Valigia in Viaggio

Tiziana a quando risale il tuo viaggio a Praga? Sto tizio è ancora lì!

Attraversiamo il bel parco fotografando le statue giganti dei bambini mostruosi. 

L'arte moderna non mi ha mai fatto impazzire: per quanto mi riguarda, questi bambini possono anche essere stati pensati da una reincarnazione di Fidia...per me hanno solo preso un gran pugno in faccia.

Ci incamminiamo sul bellissimo lungofiume in una zona decisamente meno battuta dai turisti. 

 

Posso ammirare le chiuse, i meccanismi che consentono ai battelli di proseguire lungo le sponde della Moldava e costruzioni dal sapore antico!

 

Dopo parecchi km arriviamo alla famosa casa danzante, una costruzione la cui architettura spicca decisamente sulle facciate dei palazzi liberty. 

Finalmente torniamo indietro sulla sponda opposta del fiume. 

Guardate sta pazza in che condizioni faceva jogging: 

Un vento freddo terribile e lei mezza nuda! 

Ci reimmergiamo nella passeggiata per strade e viuzze interne, fino a raggiungere nuovamente la piazza della città vecchia. 

Come potete vedere dalle foto, per le strade di Praga è molto facile imbattersi in strane installazioni artistiche, tipo l'appeso di Via Husova.

 

Quando ormai siamo quasi in prossimità della piazza della città vecchia, una vetrina ci attira con qualcosa di unico che, fino a quel momento, esisteva soltanto nei miei sogni golosi più proibiti. 

Un glorioso kebab al doppio cioccolato roteava in un vortice di colori, di quelli che ti ipnotizzano colesterolo e trigliceridi.

 

"I miei occhi, il mio cuore, la mia bocca, il mio stomaco: tutto di me in quel momento rideva alla vista della kebbabbara che raschiava i riccioli di cioccolato dal grosso ciocco."                                                           

 

Dopo aver preparato e rivestito di panna una cialda morbida tipo crepes, la commessa la riempie di riccioli di cioccolato e la richiude sapientemente a mo' di busta da lettere. Costo 190 Corone.

Con una carica simile e, un piccolo sforzo ancora, torniamo finalmente in camera. 

Crollo sulla sedia con la necessità impellente di allentare le scarpe. 

Dopo un'oretta di riposo si riscende per pappare qualcosa e, considerando l'enorme stanchezza, decidiamo di non fare più di 200 metri e ci fermiamo al Palladium.

 

Fra le decine di ristoranti posti all'ultimo piano del blasonato centro commerciale, la scelta ricade su un rassicurante e international McDonald. 

Li sento i vostri fischi!

La verità è che era il locale più appartato rispetto agli altri. 

 

Gli odori di ultrafritto, di brodaglie, di pesce e di spezie dei locali etnici, tutti in stile open space, mi hanno fatto propendere per un buon McPollo.

Piacevolmente sorpresi dalla bontà e dal costo: 250 Corone per due McMenù maxi. Meno che in Italia! Anche la qualità molto buona rispetto agli standard italiani!

 

Dopo il Mcpanino non riuscivo più a muovermi: siamo rimasti seduti nel McDonald di un centro commerciale di una capitale europea per 2 ore che vergogna!!!

 

Il breve tratto di strada che ci separava dalla pensione mi è sembrato il triplo di tutti i km macinati precedentemente.

 

Adesso, mentre scrivo, la cosa che più mi rimprovero di questo mio secondo giorno a Praga, è che siamo andati a letto distrutti e SENZA Trdlo serale!

 











lunedì 4 aprile 2016

#IntoTheWallet: Cosa c'è nel portafogli di un viaggiatore?


into the wallet ok ok.jpg
 Illustrazione di Stefano Tenti – tutti i diritti riservati all’autore

Magari il portafogli di un viaggiatore non sarà ricco di "carte" intese come banconote ma, certamente, è il portafogli di una persona ricca dentro.

 

Aderisco alla simpaticissima idea di Lucrezia e Stefano, blogger di In World's Shoes, che permette a un viaggiatore di confessare pubblicamente di essere un accumulatore di roba :P

Già ma la "roba" protagonista di questo Tag è, per noi viaggiatori, come il Tesoro dei Templari!

Mi riferisco non ai comuni scontrini, alle ricevute o ai fogliettini orfani che accumuliamo durante la quotidianità ma, a QUEI pezzi di carta (per noi ricordi), prodotti in un viaggio tanto sognato, tanto atteso e, soprattutto, tanto sudato!

Quante volte qualche pezzetto di questo tesoro riemerge, per caso, da zone del portafogli di cui neanche sospettavamo l'esistenza.

 

Ma com'è che a riemergere non è mai una banconota?!

 

Purtroppo, avendo io un carattere "diversamente femminile", è giocoforza inevitabile che anche il mio stile, il mio look e, il mio portafogli, siano maschi.

Il mio portafogli, poi, ha anche la voce al maschile: dovete sentirlo come canta bene "Lacrime Napulitane" con la voce di Mario Merola!

E poi un portafogli da uomo non è come il borsellino da donna!


Quest'ultimo è una sontuosa villa su due livelli, con tanto di piscina, Spa e dependance per la servitù.

Il portafogli da uomo, invece, è un monolocale: spartano, semplice, essenziale e...perennemente vuoto.

 

Ebbene, portando questo monolocale nella tasca del lato B, non posso permettermi di conservare all'interno tutto il Tessssoro prodotto durante un viaggio.

 

Così trasferisco puntualmente tutto il bottino del viaggio in un'agenda che è diventata una sorta di Travel Journal, uguale-uguale a quella del giveaway di Anna del Blog ProfumoDiFollia, la ricordate? 

Eccola qui sotto!

A guardarle meglio ci sono un paio di differenze: la mia è più scura ed è incinta.

 

Nel dialetto delle mie parti imbottito si dice "imbuttunato" 

(rende l'idea vero?)

Questo diario è proprio 'mbuttunato di ricordi di viaggio cartacei-e-non: scontrini, biglietti dei mezzi pubblici, ticket di musei, monete straniere, cartine delle città piegate e sgualcite, pizzini con scritte illeggibili, bigliettini da visita di ristoranti ed alberghi....persino quei volantini promozionali che consegnano per le strade! 

Fino a qualche tempo fa ho conservato addirittura i menù giornalieri di un residence in Trentino.

Ce li infilavano tutte le mattine sotto la porta!

 

Quant'è bello aprire questo genere di memorabilia e tornare con la mente nei posti da cui provengono!

 

 

 

E allora, solo in esclusiva per voi e, soprattutto per Lucrezia&Stefano di In World's Shoes creatori dell'hashtag #IntoTheWallet, apro il mio Travel Journal "inFintaPelle" per mostrarvene il contenuto!

 

 

 

Travel Journal in versione esplosa

 
Ducato, Tarì, Tornesi: monete usate durante la Festa Medioevale della "Tavola della Principessa Costanza"

 

Eh? Come dite? Volete sapere lo stesso cosa c'è nel mio portafogli? 

Purtroppo al momento c'è un famelico e voracissimo buco nero!

 

DLIN DLON: i signori viaggiatori Lucrezia e Stefano, sono pregati di recarsi in direzione per aiutare a mettere a posto :D

Ciao ragazzi!


sabato 2 aprile 2016

# I posti che…

Nome del Tag: #iPostiChe

Ideatore: Neogrigio

Provenienza: Agnese del Blog I'll Be Right Back

Finalità del Tag: “far condividere emozioni e luoghi e, perché no, magari ispirare nuove idee per le prossime vacanze”

 

 

Regole e istruzioni per l'uso:

 

1- utilizzare la foto proprietaria del Tag;

2- citare l'ideatore;

3- ringraziare il/la blogger che ti ha nominato;

4- nominare 10 amici;

5- condividere il Tag;

6- rispondere alle domande;

7- inoltrare il dossier al creatore (no, non a Dio);

 

 

 

Buongiorno e buon sabato! 

Stamattina ho ricevuto la nomination per partecipare al Tag "I Posti Che" da parte di Agnese, la blogger di  I'll Be Right Back che saluto e ringrazio!

Premetto che non ho viaggiato[ancora]tantissimo come gli altri blogger che aderiscono all'iniziativa pertanto, i miei, non sono luoghi far-far away.

Allora, le regole sono chiare e semplicissime: alla base di tutto c'è la voglia di condividere posti&emozioni. 

E per posto non si intende soltanto un luogo fisico: è possibile citare tranquillamente un monumento piuttosto che una piazza, un belvedere o un qualsiasi posto che ci abbia "mosso" un'emozione!

 

Cominciamo...Il Posto...

 

 

Il Posto che ti porti nel cuore 

 

è il Lago di Braies, quello della fiction Un Passo dal Cielo.

Lo avete visto come appare in Tv?

Ebbene dal vivo è ancora più bello. 

La pace e la tranquillità sembrano scaturire direttamente dalla sue acque turchesi. 

 

 

 

 

Il posto più divertente

 

il museo ferroviario di Pietrarsa di S. Giorgio a Cremano, Napoli. 

Ci sono stata in occasione delle celebrazioni dei 150 anni dell'Unità d'Italia, partendo dalla stazione di Napoli su un bellissimo treno d'epoca, il "Centoporte".

Per me che adoro i treni, arrivare al museo in un vagone degli anni trenta e, ammirare decine di Signore a vapore, è stato un bellissimo salto indietro nel tempo!

 

 

 

 

 

 

Il posto più commovente

se dovessi pensare ad un luogo commovente propriamente detto, vi suggerirei il cimitero ebraico di Praga. 

Tuttavia vi indico qui la Costiera Amalfitana. 

In diversi post mi è capitato di etichettare questa bellezza come glamour, chic e con la puzza sotto il naso. 

E' in realtà un mero sfottò che nasconde la mia reale impressione della "Divina".

Commovente perché qualsiasi scorcio e qualsiasi stradina, che sia vista dal mare o no, io non posso fare a meno di associarla a "Caruso" di Lucio Dalla. 

Li dove il mare luccica e tira forte il vento...

 

Il posto più deludente

E' solo per l'affetto che nutro nei vostri confronti, che non voglio aprire il capitolo EXPO!

E così vi rispondo: l'acquario di Genova. 

Il piattume più totale. 

Delfini prossimi al suicidio, pinguini con forte esaurimento nervoso, bazar dove si commercializza di tutto e intere vasche dove ammirare il NULLA. 

E ci sono andata leggera.

 

 

Il posto più sorprendente

Sempre Genova: il Galata Museo del Mare. 

A parte le varie bussole, sestanti e mappamondi antichi dove ho perso la testa, il secondo piano di questo edificio è dedicato alla mostra dei migranti. 

All'ingresso ti rilasciano il passaporto di una persona realmente esistita negli anni 30. Attraverso le sale espositive e le ricostruzioni degli ambienti ci si trova ad impersonificare letteralmente un migrante nel viaggio della speranza fino a New York!

 

 

Il posto più gustoso 

Napoli è imprescindibile dal cibo.

Dall'antipasto al primo, dal dolce al mitico caffè, la città di Napoli&Gusto sono soci in affari da quei famosi sette giorni della creazione. 

Non vi indico un posto particolare semplicemente perché a Napoli il cibo è "nu' Babà" dappertutto!

 

 

 

 

Il posto che ti ha lasciato un ricordo particolare:

Verona, il suo centro e la sua passeggiata sul lungofiume. 

Il ricordo "particolare" è legato al mio procurato allagamento della camera d'albergo.

Forse è Verona ad avere un ricordo particolare di me!


 

Il posto più romantico:

Venezia sta al romanticismo come Napoli sta al cibo. 

Credevo fosse un cliché, invece è davvero stato così. 

Passeggiare fra calle, campielli, architetture e canali che, ci invidiano in tutto il mondo, è proprio romantico gente! 

 

 

 

 

 

 

 

Il posto che vorresti rivedere:

 

le tre Cime di Lavaredo.
Sapete che ho un conto in sospeso con loro, vero? 

Devo assolutamente, tornarci e arrampicarmi fin lassù perchè mi è rimasta la smania di vederle "per intero"!

 

 

 

 

 

Il posto dove ti piacerebbe andare:

 

madò e come si può rispondere a questa domanda?

Ho tantissimi progetti ma, quello che mi sta facendo perdere la testa in questo momento, è la Scozia e le sue Highlands.

 

 

Ecco, è tutto. 

Ah, il mio lato anarchico, selvaggio e sovversivo mi spinge a non rispettare una regola: la regola n.4! 

E i vostri "Posti che"...?


mercoledì 30 marzo 2016

Dei delitti e delle pene dell'essere turista

Attenzione: aggiornamento in fondo al post

C'è Balanzone, Colombina, Brighella, Pulcinella e c'è la Salerno-Reggio Calabria: ormai anch'essa una maschera popolare italiana.

Tuttavia, a chi sostiene che la Sa-Rc sia pericolosa, insicura, lenta ed eternamente in modalità lavori in corso, consiglio di farsi un giro sulla Basentana, giusto per ridimensionare il concetto di pericolo e sicurezza in viaggio!

A partire dall'inesistenza totale di corsia di emergenza, costringendoci a fare il viaggio con il finestrino del bus con vista a strapiombo sui viadotti. 

Viadotti. 

Viadotti è una parola grossa!

Campate malridotte con armature di ferro a vista, consunte e a tratti piegate, infiltrazioni d'acqua fra il cemento e chissà cos'altro...

 

 

Durante il viaggio, a causa dei lavori in alcuni punti, abbiamo abbandonato l'autostrada Basentana per attraversare mulattiere strettissime, irte e tortuose, passando letteralmente in mezzo a piccoli orti coltivati!!

Con un autobus! 

Già...l'autobus.

 

La mia Pasquetta da incubo l'ho passata per la bellezza di 16 ore in uno scomodissimo autobus di una gita (male)organizzata.

 

Destinazione Sassi di Matera con una puntatina pomeridiana ai Trulli di Alberobello in Puglia. Costo 30 Euro a persona comprensivo di solo viaggio A/R e visita guidata.

Questo era quello che c'era scritto sul volantino promozionale....la realtà è stata tutta un'altra storia.

 

Cominciamo con i 20 minuti di ritardo con i quali si presenta il bus al punto di ritrovo, proseguendo con la richiesta di saldare l'acconto con una cifra DIVERSA da quella pattuita in precedenza (argomentando con la probabilità di un disguido), con l'ulteriore richiesta di versare il contributo A PARTE per entrare nella "Casa Grotta" dei Sassi di Matera, terminando con il CAPOLAVORO finale di non comunicarci che l'itinerario del ritorno (con relativa durata del viaggio) non sarebbe stato lo stesso dell'andata!

 

Se  avessi saputo che avrei passato 2 ore e mezza-di-corsa a Matera, 40 minuti d'orologio ai Trulli e il resto della giornata in un autobus, esticazzi che partecipavo a questa follia chiamata gita di Pasquetta!

 

Arrivati a Matera con 40 minuti di ritardo sulla tabella di marcia ci depositano a 2 km dalla zona dei Sassi. 

La guida locale, che evidentemente aveva altri appuntamenti successivi, ci ha fatto letteralmente fare una maratona di corsa, lasciandoci zero tempo per fare le foto, correndo come una cavalla e risentendosi pure per le lamentele di qualche persona "agèe" che non riusciva a stare al passo... 

 

-Vedete, qui Giovanni Pascoli ha fatto una supplenza (Wow chissà che punteggio in graduatoria ATA!)

 

-Vedete, qui stiamo calpestando delle tombe (e ce lo dici così!?)

 

-Vedete, sono arrivate le rondini! (occaspita non ne avevo mai vista una!)

 

-Vedete, qui sta sorgendo un hotel a 7 stelle: a Matera si è passati dalle stalle alle stelle haha! [...silenzio, imbarazzo e sguardi interdetti a questa affermazione...]

 

 

Devo assolutamente rivedere il mio concetto di visita guidata. 

So solo che in certi momenti avrei voluto essere veramente altrove, chessò avrei potuto passare la Pasquetta ad una riunione di condominio per esempio, sarebbe stata certamente più stimolante.

 

Terminata la scarpinata sui Sassi la guida ci lascia dicendoci di raggiungere un'area apposita dove poter consumare il pasto: Arrivederci&grazie!!

 

Prendiamo l'unica decisione sensata della giornata e li mandiamo affancxyz#@, lasciando andare la disgraziata comitiva di compagni di viaggio. 

Restiamo nella graziosa piazzetta Pascoli brulicante di persone, cibo, banchetti con prodotti tipici locali ecc.

Avevamo con noi il pranzo a sacco ma siamo stati intercettati dalla vista di alcuni tranci di pizza dall'aspetto davvero invitante!

D'istinto ci infiliamo nel locale e consumiamo una pizzetta dall'impasto divino: fragrante e scrocchiarella come il pane! 

Purtroppo, come al solito, non riesco mai a produrre prove fotografiche del cibo che consumo...;) Mi impegnerò di più promesso!

 

Raggiungiamo il resto della squadra per essere ricaricati sul mezzo come il bestiame.

Destinazione Trulli di Alberobello.

Lasciamo la Basilicata per entrare nella Puglia per altre due fantastiche ore di viaggio. 

Per fortuna il paesaggio dal finestrino è dei più belli. Attraversiamo la Murgia con i suoi enormi campi coltivati a grano che, ancora "cucciolo", si presenta di un verde che incanta gli occhi; e poi infiniti uliveti con i tipici muretti a secco: una cartolina!

Arriviamo ad Alberobello leggermente provati dall'abbiocco post-prandiale, ci scaricano e ci indicano la strada: 

"I trulli stanno là"

Ah. E la guida? 

"Niente guida tanto è una strada lunga e dritta i trulli sono tutti là. Ci vediamo fra un'ora all'autobus".

 

Non riesco ad avercela con sti disgraziati. 

Mi sta bene

Mi sta proprio bene

Ecco cosa significa fare il TURISTA affidandosi agli altri. 

E si professano organizzatori, AGENZIA di viaggi?

 

Neanche a dirlo, non abbiamo visto granché e, fra tempo perso in bagno, tempo perso per rinfrescarsi con qualcosina al bar, tempo perso per fare lo slalom olimpionico fra le migliaia di persone che affollavano la Pasquetta trullallera, s'era fatta ora di tornare alla zona di carico bestiame.

 

Ed è solo una volta che ci siamo messi in viaggio per il ritorno, che ci informano....

Ci informano che, per accompagnare alcune persone, non avremmo fatto lo stesso percorso dell'andata.  

Praticamente invece di essere a casa in due ore e mezza saremmo arrivati dopo oltre 6 ore!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Invece di tornare indietro da Matera-Potenza-Salerno, avremmo dovuto attraversare tutta la Puglia a ritroso, TUTTA la Campania toccando zone e città che non c'entravano un emerito trullo! 

Guardate un po' la cartina!

Guardate che giro del cavolo al ritorno! Chiaramente, considerando che eravamo su un autobus con determinati limiti orari, i tempi di percorrenza non sono stati affatto quelli indicati dal buon Google! 




 

 

Sull'autobus è la rivolta. Scoppia una sommossa popolare capitanata da un tizio che ha sclerato per tutto il viaggio:

 

- Non ci voglio andare a Benevento!

- Non ci voglio passare per Avellino!

- Ladri, zingari!

- Ridatemi i soldi! 30 euro e neanche un caffè!

- Domani in ufficio vi sputtano!

- Anzi, non posso neanche dire niente se no mi "strunzeano" (trad: mi prendono per scemo/fesso)

- Chiamate gli organizzatori..."hanna passà tanta 'guai!" (trad: devono passare una brutta giornata)

- Io avevo un appuntamento con la mia AMANTE, stasera gli dovevo-dare-l'uovo-di-pasqua! 

(e qui l'autobus ha sbandato leggermente)

 

Effettivamente, l'hanno fatta sporca....abbiamo fatto un giro infernale per accompagnare letteralmente sotto casa certi tizi, uscendo dall'autostrada e addentrandoci all'interno dei paesi penalizzando così tutto il resto dell'autobus. 

Invece noi fessi, abbiamo diligentemente raggiunto il punto d'incontro con i nostri mezzi, lasciandoli nel parcheggio che, per fortuna, era a strisce bianche. 

E se fosse stato a pagamento? La multa per aver sforato la sosta di 4 ore me la pagavano gli organizzatori?

Il tutto senza un secondo autista che desse il cambio al poverino (vittima come noi) e senza servizi igienici sull'autobus.

Tant'è che il suddetto tizio irascibile ad un certo punto ha cominciato a ri-sclerare di brutto:

 

- Voglio un CATETERE! Non osate fermarvi agli autogrill per fare i bisogni! Così torniamo a casa all'una! 

- Io domani devo lavorare!

- Ladri, zingari!

e giù con tutto l'Ellepì in loop.

 

Morale della favola: siamo tornati a casa distrutti&incazzati a mezzanotte inoltrata.

E pensare che Matera dista solo 180 km da dove abito.

Mistabene-mistabene-mistabene. Per tutta la giornata questo è stato il mio mantra!
 

Non vi voglio parlare dei Sassi di Matera e dei Trulli in questo post, rischierei di mischiare e sporcare la loro bellezza con l'incazzatura della giornata.

Ah e non vi ho detto come sia stata male durante il viaggio! La xamamina all'andata non ha fatto effetto e il ritorno, oltre che incazzata, l'ho fatto pure con l'ansia di sentirmi male....

No, decisamente NEVER MORE a gite turistiche in autobus.

Ci sentiamo appena sbolle la rabbia!

AGGIORNAMENTO AL POST:

Ho ricevuto l'inaspettata telefonata degli organizzatori che hanno chiamato per scusarsi del disagio arrecato!!

Ora che la stanchezza e la rabbia sono sbollite, posso tranquillamente affermare di avere tanto apprezzato il gesto. 

Ammettiamolo, non è da tutti!

Seconda possibilità? ;)

 


venerdì 25 marzo 2016

Tag #guardacomeviaggio

Ma davvero siete curiosi di sapere come viaggio?!

Sicuri?

Evabene.

Avete presente il personaggio che interpreta Robert De Niro in Ti presento i miei?

Eccomi!

Vi basti pensare che per ciascun viaggio preparo dei dossier con i faldoni tipo quelli da ufficio con su scritto "Operazione un caffè a Piazza S.Marco", "Operazione Giro delle Tre Cime", "Protocollo Praga" ecc ecc. 

So esattamente che al minuto x dovrò essere sul punto preciso che incrocia il meridiano y con il parallelo z

Capite a che livello sono messa?

 

 

E se capitano imprevisti tipo ritardi aerei e similari? 

Pazienza, una buona scarica liberatoria di ingiurie in serbo croato e si passa al piano B. Ci vuole sempre un piano B.

Gli imprevisti in viaggio (lo sapete benissimo) capitano eccome ma, non per questo ci si arrende. Se riesco a rispettare la tabella di marcia sono felice, se no, sono felice uguale.

Veniamo a noi, faccio come Anna la blogger di ProfumoDiFollia che ha creato questo Tag, e divido anche io l'argomento #GuardaComeViaggio in 5 punti:

 

Dove dormo

Ehhh, mi sento molto Indiana Jones in questo ma, non nell'accezione dell'Adventure, piuttosto invece nel senso che ho il sospetto di avere addosso la "Maledizione dello Sgabuzzino". 

Sono una catalizzatrice di camere modello cubiculum,  mi capita così spesso che posso fare i casting per Booking!

E' talmente poco il tempo che passo in un hotel/residence/b&b da non avvertire più di tanto la necessità di avere spazi enormi intorno a me. 

Ormai la mia priorità si concentra sulla pulizia piuttosto che comodità.

 

Molto spesso abbiamo budget molto limitati pertanto è giocoforza che la fascia della qualità/comodità/stile ecc si abbassi di tanto. 

La mia filosofia di viaggio ormai è quella del viaggiapiùchepuoi senza badare alla forma. 

Gli ostelli in questo possono offrire soluzioni davvero vantaggiose. 

Tuttavia spesso sono costretta a ripiegare su altre sistemazioni perché le camere degli ostelli con bagno privato sono ancora molto poche e vanno via come il pane. 

Ve bene la filosofia della condivisione degli ostelli ma, sharare peli superflui (o peggio) in bidet e lavandini, per me è ancora un gran tabù. Ho ancora nelle orecchie quella notte in ostello di alcuni anni fa....

Riepilogando dunque, gli unici punti fermi devono essere in quest'ordine: posizione centrale-bagno in camera-pulizia.

 

Dove mangio

La prima cosa che cerco su Trip è il locale particolare: mi affascinano i ristoranti a tema tipo le locande medioevali dove si mangia con le mani, oppure ancora, quelli tipo il Vytopna a Praga dove si viene serviti al tavolo da un treno merci! 

Conosco già prima di partire il locale dove dovrò pranzare, cenare e finanche il bar figo dove prendere il caffè! 

La mission è quella di cercare di non perdersi nulla!

Raramente mi è capitato di cambiare programma. 

Farlo mi destabilizza. Sono una che si lascia andare poco, lo ammetto. 

Però, paradossalmente, mi godo tutto! Magari questa mia attitudine all'organizzare al secondo potrebbe avere come sbocco naturale un futuro nell'organizzazione di Blogtour^^ 

In quel caso siete tutti scelti ad horas!

 

Comunque ho visto che, questa, è un'inclinazione che ci accomuna in tanti ;)

 

 

Ah un'altra cosa, abbiamo un piccolo rito: la sera prima di partire cerchiamo la pizzeria local più quotata e ci spariamo una pizza, rigorosamente margherita. 

Dopo una quarantottore di local food facciamo una sorta di decompressione culinaria, propedeutica al ritorno al nostro cibo! 

E solitamente ci azzecchiamo, scoprendo sempre pizze all'altezza di quelle napoletane!

 

Sono convinta che una pizza "comeddiocomanda", la sera prima di tornare a casa, contribuisca a lasciarti nel cuore un ricordo positivo del viaggio, no?

 

 

 

 

Come mi muovo


A piedi e con i mezzi pubblici tutta la vita! 

Quanto adori camminare per le strade di una città non lo potete immaginare! 

Ho camminato per kilometri e kilometri ritirandomi la sera in camera stanca morta ma, veramente appagata!

 

In merito invece al mezzo per raggiungere la destinazione, non faccio mistero di amare il treno, come spiegai nella mia Ode alla Traversina.

 

Ho un debole per le Frecce e un'immotivata antipatia per Italiota.

Mi piace guardare dal finestrino: fa tanto vintage! 

Odio gli spostamenti in autobus, ho notato le offertone low cost di FlixBus ed effettivamente Roma-Montecarlo a 10 Euro fa gola eccome! 

Però, al pensiero di passare più di 25 ore sull'autostrada...piuttosto mi lego sul divano e mi costringo a guardare TUTTA la saga Twilight....

Ultimamente, poi, ho scoperto che il mio mal di viaggio si è acutizzato, facendomi letteralmente cadaverizzare per tutto il tragitto. 

Non ho mai preso tanta xamamina come in questi ultimi mesi. 

A proposito, ditemi, qualcuno di voi utilizza i braccialetti? Funzionano?

 

 

Le attrazioni che scelgo

Quante Orse vedi in foto?

Non me ne abbiate ma, i musei, non attirano particolarmente la mia attenzione. 

Se la visita in un museo prevede che so, 3 ore di permanenza, io in 30 minuti sono fuori, scatti inclusi.

A meno che non siano davvero particolari, divertenti e "diversi". 

Si lo so, sono consapevole: vengono dal Giappone, dalla Cina, dall'America apposta per visitare le nostre gallerie ma io non riesco ad apprezzarle. 

Vedere già all'ingresso un funzionario scazzato, scorbutico e dai modi deprimenti non mi invoglia per niente alla visita.

 

E vogliamo parlare dei costi dei biglietti? 

In alcune città si paga per entrare dappertutto, chiese comprese. 

All'estero, invece, entrare in musei/attrazioni/parchi ecc è accessibilissimo. 

Una famiglia di 4 persone per entrare in una galleria d'arte in Italia deve spendere almeno 60 Euro. 

Per vedere cosa poi? 

Opere poco valorizzate, restauri eterni, mancanza di regole e la trascuratezza più efferata. 

Poi ci lamentiamo se vengono i cinesi o gli arabi e comprano tutto?

 

E le chiese? Non ci entro perché prendo fuoco! Scherzo.

 

Rimango invece incantata dalle architetture delle grandi e piccole città mitteleuropee. 

Adoro le facciate delle cattedrali medioevali, sono in fissa per lo stile gotico.

  

Adoro tornare bambina nei giardini zoologici, mi emoziono di fronte ad un bel panorama, mi "gaso" con quei tour particolari (tipo il tour dei misteri, fantasmi e similari), mi rilasso in un luogo all'aperto o, più semplicemente, mi riconcilio con la vita accarezzando il primo gatto randagio per strada.


 

Le mie manie


- In camera lascio la luce del comodino accesa tutta la notte...shhh non lo diciamo ai gestori! 

No, la mia non è paura del buio è che con la luce accesa posso individuare immediatamente ragni, zanzare o altri insetti notturni molesti.

 

- Conoscete già la mia ossessione per l'acqua in viaggio, vero?

 

- Quando torno a casa approfitto delle offerte di siti web tipo Snapfish o PhotoBox per stampare un fotolibro monografico sul viaggio appena trascorso.

 

La cosa carina è che ogni fotolibro termina con un'immagine della destinazione successiva ;D

Vi assicuro che sono piacevolissimi da sfogliare!

 

- Ancora non ho dato concretezza a questa mia mania ma, prima o poi, lo farò. 

Mi ossessiona (e mi fa incazzare di invidia) la facilità con la quale l'uomo "espleti" il bisognino Plin-Plin facilmente, rapidamente, ovunquemente!

Giuro che prima o poi sto coso lo mando a prendere! C'è anche in versione usa-e-getta!

 

 

 

Al di là della chiacchierata piacevole fra colleghi blogger, a chiusura di questo mio contributo al Tag di Anna #guardacomeviaggio, c'è una sola, triste ed inesorabile costante che accomuna il mio COME viaggio/COME dormo/COME mangio e cioè il mio:

COME-stai-messo-oggi-portafogli?!

 

A proposito...vi siete mai chiesti cosa c'è nel portafogli di un viaggiatore? ;)


domenica 20 marzo 2016

In kayak fra la Divina e la Selvaggia

 

Il Golfo di Salerno è placidamente situato fra le braccia di due Costiere tanto diverse quanto belle.

La divina Costiera Amalfitana "so scic" e la selvaggia Costiera Cilentana, più rude ma, altrettanto bella!

Avendo la fortuna di abitare nell'entroterra, in un punto equidistante fra questi due gioiellini, dispongo di libera scelta in merito. 

Un giorno mi sveglio in modalità glamour e vado in Costiera Amalfitana, l'altro mi sveglio più free e scelgo di solcare le acque del Cilento.

 

 

Circa due anni fa acquistammo un kayak pneumatico semi professionale, di quelli gonfiabili e richiudibili in una pratica sacca. 

Comoda e leggera da asciutta...

Bagnata raggiunge il peso di due sacchi di cemento

Un bellissimo due posti dall'elegante livrea verde smeraldo e neoprene nero. 

Devo ammettere che ci ha regalato notevoli soddisfazioni, scarrozzandoci (a forza di braccia) da Punta Licosa a Marina di Praiano.

 

No, non in una sola volta eh! 

 

Punta Licosa è l'estremo punto meridionale del Golfo di Salerno. 

L'omonimo isolotto di Licosa è un fantastico lembo di sabbia bianchissima sul quale si erige il delizioso faro bianco e la proprietà privata della famiglia Boroli, proprietaria della De Agostini. 

 

Il nome di quest'isolotto è legato al mito di Ulisse e di Leukosia, una delle tre sirene che tentarono inutilmente di "flirtare" con lui nella fortunata Fiction "L'Odissea".  

Abbiamo raggiunto e sfiorato le sue acque cristalline partendo da S.Maria di Castellabate, il caratteristico borgo marinaro del film Benvenuti al Sud

Pagaiare fra acque cangianti dallo smeraldo al trasparente è stato fantastico.

Alternavamo tratti in solitaria e tratti invece in cui dovevamo mantenere l'equilibrio a causa delle ondate prodotte dai diportisti maleducati ed arroganti.

La Costiera Cilentana è, come dicevo prima, selvaggia e dal fascino irresistibile per gli amanti del diving, dello snorkeling o, più semplicemente, dello spiagging.


Le rocce a picco sul mare e la vegetazione tipica della macchia mediterranea ne fanno uno spettacolo per gli occhi.

 

La Costiera Amalfitana invece, è un altalenarsi di torri normanne, hotel con discese a mare private, magioni di ricchi imprenditori, localini a picco sul mare, spiaggette mozzafiato e grotte buie in cui ci siamo avventurati come due folli!


Il tutto caratterizzato dalla presenza di quel serpentone di strada costiera tutta tornanti e terrazzamenti coltivati a limoni.

 

In entrambi i casi, per chi voglia soltanto godersi il bellissimo mare con un kayak, trovare parcheggio per l'auto non è cosa facile: personalmente non amo usufruire degli stabilimenti balneari.

 

Siamo, infatti, soliti portare tutto con noi nella comoda sacca posteriore e goderci l'outdoor liberamente. 

NO ombrellone, No sedia a sdraio, NO bagnanti molesti! 

Solo le onde e due coppie di pagaie che remano in sincrono. Talmente in sincrono che sembra proprio una sola! XD

(hihihihihi il mio posto è sul sedile posteriore!)

 

Il Sevylor Yukon, nonostante sia un kayak pneumatico, è ottimizzato anche per le discese di rafting. 

Dalle nostre parti è possibile fare rafting grazie alla presenza di diversi fiumi "allegri" diciamo così. 

Purtroppo ancora non c'è stata occasione di provarlo ma, è mia ferma intenzione di battezzarlo sulle rapide del Calore, del Sele o del Tanagro

Conto di parlarvi presto della mia esperienza, sperando di non raccontarvi che il kayak si sia squarciato sulle rocce!

Ci siamo ragazzi, le giornate si scaldano e si allungano: è ora di spolverare e gonfiare il mio kayak verde! 

 

Qualche volontario con un fiato da almeno 2 Atm? ;)


Isolotto di Licosa
Sevylor Yukon Kayak pneumatico