lunedì 20 luglio 2015

Quel click nun s'adda fare

Sto da qualche mese pianificando un viaggio in Scozia: Edimburgo, Highlands scozzesi, Loch Ness ecc. Ebbene saprete meglio di me che, per risparmiare ed organizzare un viaggio quanto più low cost possibile, ci si debba partire molti mesi prima. Purtroppo le partenze dal mio Hub più vicino (Napoli) per Edimburgo si interrompono ad ottobre per poi riprendere la prossima primavera. Tutto saltato! Per smania di partire e spendere il budget che avevo messo da parte (poco in realtà circa 500 euro in 2), mi affido all'opzione "OVUNQUE" del sistema cercavoli di Skyscanner. 

 

Al prezzo più basso la ricerca mi restituisce un volo per Praga con la compagnia WizzAir. Praga è davvero bellissima: è quella città che dovrebbe essere presente di default nel portfolio di ogni viaggiatore.

Ebbene, con soli 39 Euro a tratta a persona più un alberghetto carino nel cuore della città vecchia a 150 euro per tre pernottamenti con colazione inclusa, ero pronta con il dito sul mouse per cliccare "PRENOTA/PAGA". Senonché mi cade l'occhio in basso a destra del monitor: noooo, la data visualizzata era Venerdì 17! Non sono affatto superstiziosa, d'altra parte non sono neanche credente, tuttavia qualcosa mi blocca il ditino sul mouse e desisto. Ok, mi dico, acquisterò tutto domattina prestissimo.

L'indomani mattina trasferisco il danaro dal conto alla carta prepagata: la lascio perennemente vuota e la carico soltanto quando devo fare acquisti online. Ebbene non ho MAI, sottolineo MAI avuto alcun problema. I trasferimenti sono sempre stati immediati ed in tempo reale. Quella mattina il sistema mi diceva continuamente "Errore, l'operazione non può essere eseguita per problemi tecnici, riprovi più tardi" !!!! Cacchio, rischio di perdere le offerte sul prezzo dei biglietti aerei. In più vado a controllare su Booking e rimaneva l'ultima camera! Chiamo incazzata il servizio clienti e chiedo spiegazioni. "Si, in effetti stamattina ci sono dei problemi tecnici sul sistema dei trasferimenti ma non dipende da noi Signora, bensì dal circuito MasterCard", mi sento rispondere.  Oddio e adesso? Mi viene in mente di possedere la cara vecchia prepagata PostePay, del circuito Visa. Forse se provassi con quella?! Rifaccio la procedura del trasferimento e carico la prepagata (tutto questo perché WizzAir non accetta pagamenti con PayPal...arretrati!). 

Ritorno sul sito della compagnia per acquistare il volo (la camera a Praga era ancora disponibile), seleziono data, partenza, arrivo ecc e procedo.  Dopo aver superato con un NO tutto ciò che tentano di appiopparti (noleggio auto, assicurazione bagaglio, transfert ecc),  ad un certo punto si apre la schermata con l'interno della carlinga dell'aereo: in pratica ci sono i posti numerati, con la possibilità di sceglierli. Credetemi, in quel preciso istante ho avuto una sensazione proprio brutta! Non so spiegarla, so solo che sono rimasta a fissare quei posti per un lungo minuto senza dire o fare nulla. Mi desto da questo stato di semi trance e vaffanculo confermo i posti di default assegnati dal sito, senza neanche sceglierli.

Arrivo alla schermata di conferma e clicco su PAGA. Da non crederci! E non mi appare il messaggio di sistema che il pagamanto non può essere effettuato a causa di credito insufficiente?! MA come! ....vado a controllare nella carta prepagata e nel saldo disponibile il credito non era ancora stato caricato. Scopro a mie spese che da PayPal a Visa, il trasferimento non è immediato ma esige una data di valuta, come se fosse un bonifico.

La verità? Vi confesso che in quel momento un po' ero quasi sollevata. Troppi intoppi, troppe congiunzioni astrali negative, troppi impedimenti, come se qualcuno o qualcosa non mi volesse far partire per QUEL giorno e QUEL viaggio. Oggi però, a distanza di tempo, quando la racconto mi faccio una risata e quasi mi pento di non aver acquistato il viaggio allorquando il credito era disponibile sulla prepagata.  Tuttavia ho segnato gli estremi del volo e quel giorno seguirò in tempo reale il percorso dell'aereo!

 


E a voi? E' mai accaduta una cosa simile? E nel caso, cosa avreste fatto? A parte le corna intendo!

SIATE VIAGGIATORI, NON TURISTI.

sabato 11 luglio 2015

Il treno: un viaggio nel viaggio

Il treno è il mezzo di trasporto che più preferisco: più dell'aereo e più dell'automobile. 

Esercita da sempre un grande fascino su di me. Ricordo che da bambina, alle scuole elementari, invitarono uno psicologo infantile a tastare la nostra personalità in erba, tramite la richiesta di un disegno libero. 

Ci lasciarono soli in classe con i nostri pastelli e fogli in bianco. Inutile dire che si sprecarono le varie ballerine, i cieli con due soli, le casette con i tetti impossibili ed intere famigliole disegnate in stile STICKMAN ecc. 

 

Io invece (sono passati trent'anni ma me lo ricordo come se fosse ieri) disegnai un treno a vapore che percorreva una prateria in cui correvano numerosi cavalli. 

Che stupore lo psicologo quando vide il mio disegno. Ah!-Esclamò- Tu hai il viaggio dentro! E in più la presenza dei cavalli (altra mia grande passione) che corrono liberi, testimonia la tua nobiltà d'animo. 

WOW! Andai a casa tutta impettita con il mio disegno tanto apprezzato dallo psicologo. Siamo soliti conservare tante minchiate nella nostra quotidianità e poi le cose che davvero meritano di essere custodite nel tempo, le gettiamo via.

Quanto vorrei rivedere il mio disegno e tornare con la mente indietro nel tempo!

 

Ebbene, dicevo, il TRENO. Ogni volta che vedo un treno mi assale la malinconia, una cupa tristezza per non poterci salire a bordo e partire via. Mi è spesso capitato di accompagnare amici/parenti alla stazione: per me è una tragedia! 

E non per la partenza del familiare e/o amico di turno. E' per l'invidia che provo per loro! 

Spesso mi ritrovo a fantasticare di entrare in stazione, comprare il biglietto per il primo treno e scappare via. Il mio sogno più grande sarebbe un bel viaggio con l'Orient Express via Transiberiana. Un viaggio di lusso, con il gusto del vintage e del retrò come valore aggiunto (sono anche un'appassionata del genere Steampunk). Il treno mi affascina perché è un viaggio nel viaggio, soprattutto sulle lunghe distanze. 

Amo quello stato rilassato del cervello in stand-by, mentre godi nel guardare distrattamente il passaggio di paesi e regioni dal finestrino. 

 

Questo stato di grazia generalmente lo potrete raggiungere se SIETE FORTUNATI! 

Si perché oggi ormai le Frecce o "Italiota" (come lo chiamo io), con l'alta velocità e, con una linea di binari dedicati che non attraversa più città e centri abitati (il 40 % del percorso è sotto le gallerie), permettono spostamenti veloci a bassissimi costi, e per fortuna! 

Ma, per chi ama il viaggio propriamente detto, questo significa una ed una sola cosa: scocciature, nervosismi e fegati che cantano lacrime napoletane. Nei miei ultimi viaggi in treno, ho veramente incontrato e sopportato di tutto. A partire dai noiosissimi rumori prodotti dagli smartphone (notifiche, giochi, telefonate ad alta voce ecc), alle persone esaurite e maleducate che ti catturano con la storia di tutta la loro vita. 

Per non parlare della categoria degli INQUISITOR che, dapprima ti fanno una TAC squadrandoti con il loro scanner incorporato, e poi cominciano a farti il terzo grado: "Ma tu di dove sei" "E cosa fai nella vita?" "Figli?". Ma fatevi i cacchi vostri e fatemi godere il mio viaggio. 

Ma la categoria che preferisco è quella dei BAMBINI molesti. Quelli proprio non li reggo. E' una maledizione: in ogni viaggio che ho affrontato in treno, nella mia carrozza di turno, era sempre presente di DEFAULT il bambino scassacazzi

Ma li date in omaggio con il biglietto?! 

L'ultimo bambino, si chiamava Tommaso: tornavamo da Bolzano e la madre lo riprendeva in continuazione a causa dei rumorosi e molesti capricci. Giuro! Ad un certo punto la mamma gli esclama: 

"Tommaso, guarda che viene l'aquila, spacca il vetro, TI PRENDE e ti porta VIA!" 

C'è stata una risata generale in tutta la carrozza e, ad ogni nuovo capriccio piagnucoloso del bambino, esclamavamo tutti in coro: "Tommaso, l'AQUILA!". 

 

Invece recentemente, tornando verso Sud da Genova con un FrecciaBianca, ci ritroviamo in una carrozza interamente "abitata" da un gruppo di turisti arabi. Mioddio quante valigie! A parte che erano di una maleducazione davvero sfacciata. Erano i padroni!

Molti di loro si sono tolti scarpe e calzini, poggiando i piedi nudi sulle poltrone. Valigie e valigie dappertutto, anche davanti ai bagni! Quando è passato il controllore non ha potuto neanche fare altro che spallucce rassegnate. 

Ad un certo punto hanno tirato fuori pacchi enormi di semi di zucca, a quanto pare il loro snack usuale! 

E' stato un tripudio di rumori, di "ciancicamenti" a bocche aperte e di monnezza per terra. Si alzavano, parlavano di continuo ad alta voce e, inutile dirlo, il wc era perennemente occupato. 

Le donne sfoggiavano vestiti costosissimi e gli uomini ridevano e scherzavano riguardando le foto sulle loro reflex milionarie. Uno di loro ha estratto dalla borsa una penna Mont Blanc SCICCOSA, solo per grattarsi la testa

Erano davvero tantissimi, tutta la carrozza a parte noi! Per fortuna dovevamo cambiare a Roma. Abbiamo fatto letteralmente Genova-Roma sfiniti da un chiasso in arabo. Ci siamo alzati dai nostri posti quasi tre quarti d'ora prima di raggiungere Roma Termini, restando in piedi per tutto quel tempo con i nostri bagagli nell'anti-carrozza. 

 

In un'altra occasione invece abbiamo assistito al pasteggio di un'anziana suora: la sua giovane accompagnatrice/badante ha tirato fuori da una piccola borsa termica davvero l'impossibile. E mo' si fermano -pensavamo noi- e invece no: primo, secondo, contorno, frutta e snack. Siamo dovuti scendere per un cambio, ma sono sicura che alla fine del pasto era prevista anche l'ostia.  
In un altro viaggio sono riuscita a farmi prendere in giro da un'intera comitiva di operatori dell'UNITALSI. Avevano con loro un trasportino per gatti. Lo poggiano delicatamente sulla rastrelliera sopra di noi insieme agli altri bagagli, raccomandandosi di dare, di tanto in tanto, un'occhiata ai GATTINI. 
Oddio, dei gatti in treno, chiusi e stretti nel trasportino in un piccolo e inclinato vano traballante: feci tutto il viaggio in ansia
A Firenze salgono altri passeggeri. Uno di loro, per fare spazio al suo zaino, sposta il trasportino con molta incuranza e indelicatezza. 

Ohh i GATTINI! Escalmo io!

Il gruppo dell'Unitalsi mi guarda e scoppia a ridere di gusto! 
Tranquilla -mi fanno- non sono gattini ma le nostre radioline che chiamiamo affettuosamente così! 
Sconto il mio quarto d'ora di vergogna e continuo il viaggio ad occhi bassi... 

Un capitolo a parte invece, lo merita il personale di bordo (steward, controllori, addetti alla pulizia ecc). Una volta all'altezza di Verona, dei signori di fianco si lamentavano della scomodità dei sedili, in quanto la pulsantiera dello schienale reclinabile era bloccata.
Il controllore raccolse la lamentela e, dopo un po', arrivò una tipa che somigliava tantissimo a Brienne di Tarth (Game Of Thrones).
Alta, bionda e imponente: sembrava una vichinga.
"Signori spostatevi, ci penso io".
Avete presente le riviste mensili che vi fanno trovare sulle Frecce su ogni sedile?
Ebbene ne prende una, la arrotola e con un gesto furioso la ficca a mo' di zeppa sotto il sedile sbilenco.
"Ecco, ora è apposto".
L'anziana coppia si risiede con la coda fra le gambe e senza fiatare, per il timore reverenziale che suscitava quella donna (?).
E pensare che un attimo prima confabulavano (li ho sentiti io stessa) per lamentarsi con l'intenzione di farsi passare in prima classe
Altro viaggio: in prossimità della stazione di Bologna due controllori con accento del Nord parlottavano fra loro di una pizza buonissima mangiata in una pizzeria di Salerno. Mentre ci avvicinamavo alle scalette per scendere, scoprimmo che parlavano proprio della pizzeria che frequentiamo abitualmente. Effettivamente ogni volta che ceniamo lì c'è sempre un nutrito gruppo di controllori Trenitalia che mangiano la pizza.
Capito Trenitalia dove vanno i vostri dipendenti? ;P
Peccato che nel frattempo il treno si è fermato e siamo dovuti scendere, altrimenti li avremmo invitati volentieri. Mi affascina tantissimo il lavoro del controllore. Non lo idealizzo affatto ma sarebbe il mio lavoro perfetto.

Ho avuto occasione di viaggiare su numerosissimi treni del Trentino Alto Adige: sono una cosa davvero pazzesca! Salotti di casa! Bagni ampissimi e comodi, cestini con la raccolta differenziata, ordine, pulizia, puntualità e le PRESE SCHUKO! A che servono, per il phon o il ferro da stiro?!

Che sia ad alta velocità, extra-lusso,
regionale e scassato, in ritardo o in perfetto orario, non c’è treno che non prenderei, non importa dove esso sia diretto.


SIATE VIAGGIATORI, NON TURISTI

mercoledì 1 luglio 2015

La valigia sul letto


"La valigia sul letto è quella di un lungo viaggio", cantava Julio Iglesias  nell'incipit di un vecchio successo. Chissà perché noi italiani con i latini (vedi Belèn&Co) ci prendiamo sempre. 

Ad ogni modo, le piaghe d'Egitto, voi non lo sapete, in realtà non erano 10 ma 11! L'ultima piaga, quella più sconosciuta ma, quella che fa letteralmente andare fuori dai gangheri tutti gli individui di sesso maschile del pianeta è: LA VALIGIA della propria moglie/fidanzata/compagna. Alzi la mano chi di voi non abbia mai inveito col pensiero, alla vista di un intero set "imbuttunato" fino all'inverosimile di calzini per la notte, ciabatte per la doccia, makeup per la sera, makeup da giorno, makeup da spiaggia, cambiata d'emergenza, kit da cucito e poi scarpe, scarpe, scarpe e ancora scarpe. Completa il grazioso quadretto il CASE da VIAGGIO, quella splendida mini valigetta, solitamente rigida, che si porta a mano ripiena di una serie di cazz...come solo le donne possono riempire! E parlo da donna eh! La visione della vostra donna pronta davanti alla porta con il suo Tir di valigie è il vostro incubo peggiore vero? E non è tutto: "Tesoooro, ho pianificato il mio look per tutte le fasi del viaggio ma sai, al mare mi si arricciano i capelli: ti è rimasto un po di spazio? Vorrei portare anche la mia piastra per capelli ultra-Pro della Imetec" A parte lo stock completo di abiti, dovrete poi considerare quelli che Lei comprerà sul posto, durante i vostri shopping. Risultato? Tornerà con più valigie di prima. Mi dissocio fermamente dalla categoria e vi porgo la mia più sincera e piena comprensione.

 

Oggi le compagnie aeree, soprattutto quelle Low Cost, permettono di portare un bagaglio a mano a bordo senza maggiorazioni sul costo del biglietto. E' chiaro che le dimensioni del bagaglio permesso non sono enormi ma, per una persona "normale", sono più che giuste a patto che non si possieda il guardaroba di Lady Gaga. Personalmente tendo ad ottimizzare al massimo, a rischio di essere impopolare, improponibile, risibile e, soprattutto NON FEMMINILE! E chissenefrega: il mio zainetto personale, modello 72 ore ON THE ROAD è comodo, pratico e leggero. 

L'ho acquistato su  Ebay, mi consente di avere libere le mani e lo posso imbarcare con me in aereo come bagaglio a mano senza supplementi sul biglietto. Meno spazio ha una donna a disposizione, meno essa lo riempie di minchiate. Ma per me non è una rinuncia o un sacrificio, tutt'altro! Ogni volta è una sfida a ridurre ulteriormente la zavorra. Quante volte tornando da un viaggio ci si rende conto di non aver mai utilizzato quella cosa o indossato quell'altro capo. 

Ebbene occorre far tesoro di ogni esperienza e ottimizzare gli spazi per viaggiare "senza pensieri".

Personalmente la dotazione di default per un mio viaggio di tre giorni è:

 

  • lo stesso outfit del viaggio d'andata lo indosso al ritorno; 

  • scelgo sempre un pigiama molto sottile, fino e non voluminoso: negli hotel l'aria calda è sempre a manetta e di notte non soffrirete mai il freddo;

  • mini spazzolino da denti, mini spazzola per capelli, UNA matita per occhi, mini barattolino con fondotinta e crema idratante insieme (questo è tutto il mio makeup);

  • massimo 2 magliette modello polo d'estate e maglioncini molto sottili d'inverno con la stessa camicina di mussola da sotto; massimo 1 pantalone;  

  • caricabatteria per smartphone e cavetto per la mia piccola e performante Nikon (che porto sempre al collo) e l'immancabile Moleskine;  

  • salviettine imbevute di detergente intimo (davvero utili se non volete usare le asciugamani degli hotel);

  • se nel vostro alloggio dovessero mancare prodotti da bagno (capita negli ostelli o nei residence) un flaconcino con un prodotto all-in-one per doccia/shampoo/viso;

  • bustine sfuse di farmaci (aspirina, tachipirina, farmaci per nausea/diarrea): è vero che ormai le farmacie sono diffuse in tutto il mondo ma....se capita uno spiacevole episodio notturno in seguito a cibi che non siete abituati a mangiare...dove andate a sbattere?

    Travel Note No Moleskine

E se si rompono i tacchi delle scarpe? E se si sporca la maglietta? E se mi caga addosso un'aquila reale? E se si scucisse un bottone? E se rimani a casa tua, con tutte le tue cose? Oddio donne! Vivete, pensate e viaggiate più FREE! 

 

 La valigia si sa, è donna ma il viaggio no, quello è uomo! 

  SIATE VIAGGIATORI, NON TURISTI