martedì 30 giugno 2015

Geno(N)va

La mia prima impressione di Genova non è stata delle migliori. Dagli "odori" alla sporcizia per le strade non è stato affatto feeling.  In due giorni gli unici autoctoni genovesi che abbiamo incontrato erano i membri dello staff dell'hotel dove abbiamo soggiornato. Per il resto: per strada, nei bar, nei ristoranti e nelle attrazioni...tutti stranieri. Sudamericani e Africani. Davvero un gran peccato! Una delle quattro repubbliche marinare, protagonista della storia, piena di edifici bellissimi e testimoni di avvenimenti fondamentali...ridotta così. Il centro storico è una casbah e quasi la maggior parte dei locali e delle attrazioni è in mano agli stranieri. Ma i Genovesi dove sono?

Eravamo a Genova in realtà per accompagnare il nipotino di sei anni, che teneva tanto a visitare l'acquario. Dunque la nostra permanenza in città si è svolta fra l'Acquario, il Museo del Mare, il porto antico, il Galeone Nettuno ecc. Tutto il resto lo abbiamo visto di passaggio, per strada. 

Confesso di aver provato non poco disagio camminando per le strade, soprattutto quelle del centro storico.  Non che le persone straniere che incontravamo per strada fossero aggressive, invadenti o pericolose tutt'altro! Tuttavia concedetemelo...era un sollievo la sera rientrare in hotel! Quest'ultimo lo abbiamo scelto vicinissimo alla stazione in quanto al ritorno avevamo il treno prestissimo. L'Hotel Europa Genova è ubicato in un caratteristico vicoletto a praticamente pochi minuti di cammino dalle principali attrazioni che dovevamo visitare. La sopraelevata che si vede in foto, sarà anche funzionale al traffico organico della città ma, è davvero uno schiaffo alla bellezza ormai morente di Genova. E' difficile, ridotta com'è, ad immaginarla come una fiorente Repubblica Marinara.
E' tipico della mentalità italiana NON valorizzare quello che abbiamo, eppure abbiamo così tanto! Vengono dall'America, dal Giappone, da Paesi lontanissimi per mirare gli splendori che ormai restano solo sui libri di storia. E poi? E poi vengono i Cinesi, gli Arabi, i Russi che ci comprano tutto e ci lamentiamo... Ecco cosa siamo: siamo un popolo di terremotati. L'italiano medio riesce benissimo in due tre cosette: sa lamentarsi, sa riempirsi la bocca di MADE-in-ITALY, sa parlare di calcio, conosce a memoria tutti i selfie di Belèn e sa whatsappare con la propria amante. E' tutto. Penso che ci meritiamo gran parte di ciò che di brutto ci capita.

Guardate ad esempio questa meraviglia come sia valorizzata per bene...Lui è il "Nettuno", proprio QUEL Nettuno: la ricostruzione di un Galeone Spagnolo utilizzata nel film "Pirati" di Roman Polanski, con Walter Matthau. Decadentismo, ecco la parola più adatta. Un gioiello del genere, se fosse stato dato in gestione agli Inglesi, ai Tedeschi o anche ai SerboCroati, starebbe come minimo in una grossa teca di vetro, al riparo delle intemperie e dagli agenti atmosferici. Con i legni arsi dal sole, sporco, polveroso, decontestualizzato e tenuto malissimo: salendo a bordo si ha l'impressione che la stessa imbarcazione ti dica "Vuoi proprio vedermi? Ok, se proprio ci tieni tanto...." Come minimo in altre location avrebbero messo delle comparse vestite da pirati a fare da guida sul galeone. Mi aspettavo di vedere la fedele ricostruzione della cabina del capitano e invece tutti gli ambienti sotto coperta erano chiusi. Altra grande delusione è stata l'acquario. Aleggia nell'aria sempre quell'impressione scocciante di "cose-fatte-tanto-per": lo sminkio più totale. Ho visitato posti in cui veramente hanno poco, pochissimo. Ma quel poco lo valorizzano fino a renderlo importante e a fartelo piacere. Il nipotino si aspettava di trovare gli squali-toro, tanto pubblicizzati in dei promo online e invece...squaletti da circo, pesci annoiati e delfini prossimi al suicidio.    

 

                                                                                                  Il delfino! Stiamo parlando del delfino!
La tristezza della vasca dei delfini....
Un animale che trasmette allegria, vitalità, simpatia! Non mi aspettavo salti e piroette da telefilm, tuttavia neanche la fiacca più totale. La vasca era enorme, sporca e quei quattro delfini che c'erano giravano alla larga dalla vetrata. Praticamente abbiamo ammirato per una buona mezz'ora il nulla. I pinguini invece non si sono smentiti: simpaticissimi, frenetici nelle loro piroette in acqua! Dei missili, dei siluri velocissimi...sembravano quasi in preda ad un esaurimento.  Il percorso obbligato (come nell'Ikea) ti porta inevitabilmente ad attraversare una sorta di bazar dove puoi acquistare BELLISSIMI ed UTILISSIMI souvenir: una trappola costruita ad arte, soprattutto per i bambini.  L'uscita è obbligatoria in una sorta di "centro commerciale" dove campeggiano ulteriori suk che vendono di tutto. Tristissimo il self service....da mensa dei poveri. Decidiamo di darci una "botta di vita" e andiamo a mangiare da Eataly, fuori, dall'altra parte del porto antico in prossimità del Bigo. Saliamo con l'ascensore panoramico e ci troviamo praticamente in quello che somiglia tantissimo ad un...supermercato. Da quando la parola ECCELLENZA ha fatto prepotentemente irruzione nel nostro modo di parlare, sappiamo solo dire quello. Eccellenza fa sì rima con SOSTANZA...ma solo sulla carta purtroppo.

Le ECCELLENZE da Eataly, costano ingiustificatamente come l'uranio impoverito. Per quello che ho acquistato e mangiato personalmente, non c'è affatto rapporto o giusto motivo per dei prezzi tanto elevati. Tra l'altro, le ECCELLENZE che si trovano negli scaffali blasonati, le ho trovate TAL QUALI online, e a prezzi più bassi! Morale della favola, gli altri del gruppo ordinano piatti particolari e non proprio economici, io mi butto sulla rassicurante ed internazionale pizza. Nulla di chè. L'unica cosa che si possa davvero "gustare" da Eataly è il panorama che si vede dalla vetrata.  Il giorno seguente lo abbiamo dedicato al Galata museo del mare. Decisamente un'altra cosa. Ho apprezzato tantissimo gli allestimenti (fatti con criterio) e le cose che ho potuto vedere. La sala degli antichi mappamondi è spettacolare. E poi: sestanti antichi, bussole, carte nautiche, vere ed autentiche imbarcazioni d'epoca su cui salire ecc. Per me che impazzisco per queste cose è stato il paradiso! Il pezzo forte è il secondo piano dedicato interamente agli emigranti italiani degli inizi del '900. Il percorso era strutturato in modo che il visitatore potesse RIVIVERE letteralmente tutte le fasi di un viaggio della speranza. All'ingresso un'addetta ci "identificava" assegnandoci il passaporto di persone realmente esistite ed emigrate tanti anni fa. Ognuno di noi impersonificava una donna o un uomo, rivivendone tutti i momenti dalla partenza, al viaggio, allo sbarco. 

 

Davvero struggente leggere le loro lettere autentiche! E poi bellissime e, molto realistiche, le ricostruzioni degli ambienti: dal porto di partenza all'intero piroscafo, fino al porto di arrivo a New York, dove gli emigranti italiani venivano messi in quarantena... E poi alla fine del percorso, inserendo il passaporto in un lettore ottico, ci veniva rivelato il finale della storia e le sorti dell'emigrante che impersonificavamo. Il tutto raccontato da un attore in costume dell'epoca. Davvero bellissimo. Un'altra cosa carina che va però migliorata ed implementata, è una sorta di simulatore di tempesta in cui provare l'esperienza di un naufragio. Praticamente una stanza in cui si sale a bordo di una scialuppa motorizzata (tipo un toro meccanico). Tutt'intorno schermi che simulano il mare in 3D e poi tantissimi spruzzi d'acqua fredda! Noi naufraghi dovevamo remare tutto il tempo nella tempesta fra le urla del capitano e gli schizzi delle onde immense. Inoltre ogni tanto la coda di una balena rischiava di far capovolgere la scialuppa! Per fortuna che c'era il bambino con noi: si sono limitati tantissimo con l'acqua fredda! Abbiamo visto altre persone uscire da quella sala completamente bagnati! Fuori dalla struttura, ormeggiato in una piccola parte del porto, c'è il sommergibile Nazario Sauro

 

Una delle poche occasioni che un civile abbia per visitare un sottomarino autentico. Peccato che, anche volendo trattenersi forzatamente perdendo tempo, la visita dura poco più di trenta minuti. Il sommergibile è molto piccolo e non tutti gli ambienti sono visitabili. Bella la foto ricordo (non vi rivelo il perché)! Il costo del biglietto del museo Galata comprende anche la visita al sommergibile. Si, decisamente il Galata Museo del Mare è stata l'attrazione più bella. Se ci andate, dedicate più tempo a quest'ultimo piuttosto che all'acquario. 

 

 SIATE VIAGGIATORI, NON TURISTI 

PS: le foto sono qualitativamente scarse perché fatte con un vecchio cello 

Visitatori che mirano e fotografano il NULLA
See see...da li a poco che ti aspetta...Re del Mondo!
Varietà di fauna ittica


mercoledì 24 giugno 2015

Come ho trasformato Verona in Venezia per amore

Non c'è nulla da fare: quando una città turistica funziona davvero, soggiornarvi, visitarla e passarci il tempo è facile ed estremamente piacevole. Verona è una bellissima città: dalle architetture ai paesaggi, dal cibo alle attrazioni turistiche. L'accoglienza è perfetta. 

Un'opera testuale, che è entrata nella storia dell'antologia mondiale, 
è il motivo principale dell'affluenza di migliaia di turisti stranieri, inglesi e americani (soprattutto). Sto parlando alla tragedia scritta da William Shakespeare:  Romeo e Giulietta. Milioni di persone in un anno si recano in pellegrinaggio in via Cappello (in cui si è voluto cercare l'assonanza con CAPULETI), dove si trova il cortile sovrastato dal leggendario balcone più fotografato al mondo (secondo solo alla FINESTRA del Biancovestito).  

Il viaggio a Verona era il mio regalo per i quarant'anni a mio marito. Per dirla tutta, il vero regalo si TROVAVA proprio a Verona e il viaggio era un pretesto per andarlo a vedere!! Avevo impacchettato tutto come una sorpresa; fino al momento in cui abbiamo messo piede sul treno, mio marito non sapeva dove stessimo andando e perché! Quando gli ho rivelato il nome della città in cui stavamo per soggiornare...un pochino c'era rimasto male. Dopo tutti gli indizi che gli avevo centellinato nei giorni precedenti (la città dell'amore, Veneto, città degli innamorati ecc) per qualche motivo lui aveva capito che andassimo a Venezia. Altro motivo per cui gli ho fatto successivamente QUEL regalo per S.Valentino...!

Avevo prenotato online un pacchetto davvero da "Sogno". Una notte con colazione e cena nello chicchissimo ristorante Maffei. Il lussuoso Hotel era niente pò pò di meno ubicato NEL cortile di Giulietta. Praticamente aprendo la finestra della nostra camera, il famoso balcone era proprio di fronte!

Sogno di Giulietta, questo il nome del Relais, incarna perfettamente il sogno di una fuga romantica nella città degli innamorati. Quando ci siamo stati era il 2012 e, controllando pochi giorni fa i prezzi attuali del pacchetto che acquistai, mi è venuto un colpo! Invece il ragalo/sorpresa per mio marito era poco più in là. Nello stesso cortile della casa di Giulietta, c'è un accesso che porta alla "terrazza degli innamorati" completamente lastricata con delle mattonelle 10x10. L'associazione che detiene la gestione di questa terrazza (dove si tengono piccoli concerti, eventi culturali ecc) VENDE ogni singola mattonella con la possibilità di inciderci una breve dedica! Una volta scelto il testo e perfezionato l'acquisto online, riceverete delle indicazioni (particolarissime e fighissime) per individuare la vostra mattonella fra le migliaia.

Lovestone si chiama il progetto. Una volta sul posto, ci siamo fatti "stampare" una copia della pietra incisa, da tenere come ricordo. Per chi non abbia la possibilità di andare fino a Verona per vedere la propria mattonella, il sito prevede la spedizione di una copia con l'esborso dell'ulteriore "modico prezzo" di circa 60 Euro. 

 

Bon, il centro della città di Verona si raggiunge facilmente con una mezz'oretta di cammino dalla stazione. Una bella passeggiata di circa 2 Km che, se avete pochi bagagli al seguito, non vi peserà affatto. Generalmente, quando preparo la valigia, sono solita pensare alla possibilità di visitare il più possibile di un posto, anche dopo il check out dall'albergo, dunque con bagagli al seguito.  Il mio must è lo zainetto sulle spalle e basta. Al massimo qualche bustina con i souvenir comprati giusto prima di partire. A questo proposito, un giorno vi parlerò del nostro ritorno dai Mercatini di Natale di Bolzano: quello che NON potevamo avere in mano!

Entrati in piazza Bra oltrepassando la bellissima Porta Nuova, verrete accolti immediatamente dall'imponenza dell'Arena, teatro di concerti, eventi, spettacoli televisivi ecc. Siete già in pieno centro, nella zona pedonale sulla quale si affacciano bellissimi portici, bar, negozi, ristoranti ecc. Imboccate la bella e lastricata via Mazzini, rifatevi gli occhi fra le vetrine fashion/glamour e proseguite fino a confluire automaticamente in via Cappello. 

 

Neanche 50 metri a destra ed entrerete nel cortile dell'innamorata più sfigata del mondo (con l'ingresso del suddetto Hotel). Invece 100 metri a sinistra, raggiungerete la suggestiva Piazza Erbe. Ristorantini tipici, locali, bar e, soprattutto, tantissime bancarelle con souvenir, cibo di strada e quant'altro. Da quì si accede alla Torre dei Lamberti (dalla cui cima apprezzerete la bellezza di Verona),
alle Arche Scaligere, (splendido "inno alla morte"), e al resto delle attrazioni. 

Bello il patibolo che campeggia al centro della piazza, così come la "costola del diavolo" (in realtà di balena) appesa in bella mostra sul portale per accedere all'attigua Piazza dei Signori. 

Le facciate istoriate dei palazzi che lambiscono la Piazza sono uno spettacolo, così come la facciata del suggestivo Palazzo Maffei, sede dell'omonimo ristorante dove ci è stata offerta la superba cena. Siccome inclusa nel pacchetto c'era una tessera per accedere gratuitamente alle principali attrazioni storico culturali della città, avevo già mesi prima (!) programmato l'itinerario di sole 36 ore utili per vedere tutto (tenendo conto di pausa/cibo e orari di apertura e chiusura delle attrazioni). 

In quasi un giorno e mezzo abbiamo visto TUTTO quello che c'era da vedere a Verona, passeggiata sul lungofiume inclusa. 

Con me #scarpecomode. 

Allora: ingresso nella Casa di Giulietta, Piazza Erbe con Piazza dei Signori, Torre dei Lamberti con veduta panoramica, Arche Scaligere, Ponte in Pietra, Lungofiume, CastelVecchio con relativo museo, Pozzo dell'Amore, Via Mazzini, Piazza Bra, ingresso nell'Arena,  Museo Lapidario, passeggiata lungo le antiche Mura, Tomba di Giulietta, il Vecchio Macello, la bellissima San Fermo e, infine, la storica Porta dei Leoni con lo scavo nel sottosuolo in bellavista. BASTA? Tutto come da programma, tutto calcolato al minuto. 

 

L'unico contrattempo (ma piacevole) è stata la chiaccherata con i proprietari/gestori del magnifico Ristorante Maffei. Siamo stati indirizzati a cenare in questo ristorante con tanto di LETTERA di accompagnamento con il logo del Relais! Che figata! Cena stupenda, portate buonissime, molto fini e ricercate. Alla fine ho commesso "l'errore" di complimentarmi con lo chef dicendo: "veniamo dalla costiera Amalfitana ragion per cui, essendo abituati ad un certo standard di cucina a base di pesce, siamo piacevolmente sorpresi dalla qualità e dalla preparazione dei piatti". Non l'avessi mai detto! Chiamano lo chef  direttamente dalla cucina e mi pregano di ripetergli tutti i complimenti, parolaperparola! E non finisce qui, la giovane e simpatica proprietaria ci accompagna nelle suggestive cantine dove gli scavi avevano riportato alla luce colonne e capitelli romani. 

C'erano dei tavoli appartati, a lume di candela, anche li'. Ci fa scendere fino alla parte più sottoposta dei sotterranei, dove ci mostra con orgoglio i vini più prestigiosi (chiusi infatti dietro a delle antiche cancellate enormi). Una splendida serata...con epilogo però...bagnato...

Tornati in Hotel decidiamo di usare la Jacuzzi. Riempio la vasca a 3/4 contando sul fatto che il volume dei nostri corpi, portasse il livello dell'acqua al punto ottimale dei bocchettoni. 

Mi ci tuffo dentro per prima e, per non aspettare mio marito (che parlava a telefono con mia SUOCERA), decido di azionare l'idromassaggio. 

Qualche disgraziato che aveva utilizzato la vasca in precedenza, aveva lasciato TUTTI E SEI i bocchettoni orientati verso l'alto! E' stato davvero un attimo! 

I potentissimi getti hanno trasferito sul pavimento qualcosa come 5 cm d'acqua! Una piccola scatoletta bianca sul pavimento ha cominciato ad emettere un sinistro cicalino ed è stato il PANICO.  

Ho urlato aiuto perché non riuscivo a SPEGNERE l'idromassaggio. 

Quando mio marito si è degnato di attaccare con sua madre, è entrato in bagno e si è trovato davanti la scena: fontane zampillanti e una "laguna" per terra. 

C'era tanto rimasto male che la destinazione a sorpresa non fosse Venezia che....ho tentato di rimediare...!

 

Passammo tutto il resto della notte ad asciugare il pavimento con le (per fortuna) 18 asciugamani di spugna in dotazione, con la paura che quel coso che lampeggiava a terra, potesse attivare qualche allarme anti allagamento! Mi è andata bene, non ci sono stati danni. Sogno di Giulietta è un Ralais fantastico. Per qualche fortunata congiunzione astrale ci avevano assegnato una camera superior al posto della standard che avevo prenotato. Ed io sono riuscita ad allagarla! 

La tabella sulla porta riportava 1200 euro a notte! D'altra parte, Jacuzzi, prodotti da toilette Bulgari, ciabatte ed accappatoi brandizzati, lenzuola Frette ecc. Era fantastica, una vera bomboniera, come testimoniano le foto. 

 

L'indomani avremmo visto l'Arena, la casa di Giulietta, altri musei, un giro per la città e, per finire, la Tomba di Giulietta. Quest'ultima è l'unica cosa che non siamo riusciti a vedere, a causa di una scolaresca inglese che praticamente circondava il sarcofago di pietra. Quel giorno ero molto stanca e, non essendomi svegliata in modalità Cerbero, decisi di non fare questioni, soprattutto con il mio inglese stentato... Piuttosto bella, invece, la statua dei Giulietta e Romeo cinesi: ci copiano pure quelli!  Conservo di Verona un bellissimo ricordo, spero di rivisitarla un giorno con più calma. Se non altro, mi è rimasta la smania di un bagno caldo.....

 

Link alla mia recensione Tripadvisor Hotel Sogno di Giulietta

Link alla mia recensione Tripadvisor del ristorante Maffei

 

SIATE VIAGGIATORI, NON TURISTI


giovedì 11 giugno 2015

da Alfonso a mare

Praiano: piena costiera Amalfitana, giustamente e propriamente chiamata "La Divina". In una stretta insenatura fra due alti costoni rocciosi c'è un piccolo ed antico borghetto marinaro, le cui strutture sono oggi adibite ad hotel/ristoranti/case vacanze. Era il nostro primo anniversario di nozze e, abitando nell'entroterra a pochi km, ci concediamo un pernottamento da Alfonso a Mare. Una giornata e mezzo di relax "buttati" in questa pozza di mare, lontani da tutto e tutti.

Quell'estate acquistammo un kayak pneumatico. Gonfiabile e richiudibile in una comoda e pratica sacca: un gioiellino semi professionale a due posti di ben 4 metri. Bello, davvero bello ed elegante nella sua livrea di neoprene nera e verde ramarro. Ebbene questo gioiellino ci ha dato parecchie soddisfazioni, traghettandoci fra la costiera cilentana e quella amalfitana. Decidiamo di portarlo con noi e di utilizzarlo per allontanarci da Praiano che, in realtà, è quella e basta. Sulla piccola banchina attraccano numerosissime imbarcazioni e taxi boat che scarrozzano i facoltosi turisti (soprattutto americani, inglesi e tedeschi) che pernottano da Alfonso a Mare. Noi eravamo praticamente gli unici italiani...ed era bassa, bassissima stagione!

Come si può ammirare dagli scatti (fatti con il cello) le acque sono spettacolari. La vista, il sole, la sistemazione ed il cibo servito nei ristorantini, rigorosamente a base di pesce, sono assolutamente all'altezza. Simpaticissimi anche i proprietari della struttura, Don Alfonso è un padrone di casa cordiale e...sornione...abituato com'è con i turisti stranieri. Ma noi eravamo compaesani! Unica nota dolente è la disponibilità del portafoglio: questi posti sono per gente facoltosa e, noi, non essendolo affatto, non abbiamo potuto soggiornarvi che UN GIORNO! Ma va bene così. Camere basic, spartane e con l'essenziale. D'altra parte chi viene a Praiano certo non vuole chiudersi in camera. Molto fornita e ricca la colazione. A proposito, essendo un borgo di pescatori, al mattino vi sveglierete prestissimo con le loro grida. Erano le 5:30 del mattino e sentimmo esclamare sotto il nostro balcone: "Pascà! Vir 'e che mostr ch'aggio pescato stanott!" (Trad: Pasquale, amico mio, guarda che pesce impressionante che è finito nella rete stanotte....) 


Comunque, con il nostro "yacht da 50 metri", equipaggiato con potentissimo motore a 4/braccia (due delle quattro un po' meno potenti), raggiungiamo il Fiordo di Furore, quello dal quale ogni anno si disputa una famosa gara internazionale di tuffi. Altro borghetto marinaro spettacolare. La piccola e disabitata spiaggia è quasi tutta la giornata in ombra ma, questo, non impedisce ai turisti tedeschi di piantare delle dalle tende canadesi direttamente sulla sabbia. Scendiamo, facciamo qualche scatto e ripartiamo. Sarebbe stato bello fare il bagno ma la costante ombra rendeva l'acqua freddissima, essendo metà settembre tra l'altro. Volevamo "arenarci" su una minuscola spiaggetta riportata dalle carte come la Spiaggia della Madonnina, chiamata così perché è dominata da un costone roccioso a forma di Madonna con le mani giunte a mo' di preghiera. Vista dal mare è davvero suggestiva! Inoltre, su quelle che dovrebbero essere le mani, spunta un arbusto abbastanza grande: il risultato? Sembra che la Madonna abbia un mazzo di fiori in mano! 

Pagaia e pagaia, cerca e cerca e non troviamo la spiaggia! Solo costoni a picco e case costruite sulle rocce con discese private direttamente sugli scogli ma, della spiaggia che cercavamo, nessuna traccia. Soltanto al nostro rientro, il simpatico Don Alfonso, ci disse che "avevamo voglia di remare fino in Calabria...." la spiaggia non l'avremmo mai trovata perché una frana e l'erosione del mare l'avevano completamente cancellata in una sola stagione.  Evvabbeh. Continuiamo così dall'altro lato di Praiano, risalendo verso Positano. Subito dopo la parete rocciosa troviamo le grotte de l'Africana e di Suppraiano. Entriamo con il nostro kayak e, tanto il buio, i nostri occhi fanno fatica ad abituarsi: per un po' abbiamo pagaiato alla ceca rischiando di bucare il kayak con le numerose rocce affioranti. Quello che avremmo visto da li a poco...era meraviglioso. La grotta solo nel pomeriggio viene raggiunta dalla luce: la location è talmente bella che permette di fare il bagno...nonché di gustarsi, immersi nelle sue acque, un bellissimo concerto da camera! Pare che l'acustica sia perfetta! 

Subito al di sopra delle grotte c'è la rinomata discoteca "l'Africana" che di sera anima gli spiriti dei turisti più mondani. Questo locale si raggiunge tramite una bellissima e suggestiva passeggiata scavata nella roccia, direttamente a picco sul mare.  Ogni tanto una panchina o una balconata vi permette di rimirare lo splendido borgo di Praiano. Alla sera si apre una sorta di bancarella "di mare", una bottega di conchiglie, stelle marine e oggetti in tema marino, permettendovi di acquistare e, conservare, un bel ricordo del posto...a parte gli scontrini, da conservare rigorosamente come trofei! Altra nota dolente: lo specchio d'acqua antistante è parecchio trafficato. I conducenti dei taxi boat sono maleducati e incuranti dei numerosi bagnanti. Noi abbiamo rischiato più volte di finire in acqua, tanto il rollio che procuravano le onde prodotte dai loro motoscafi. Ad ogni modo, rifatevi gli occhi con le fotine sottostanti.

 SIATE VIAGGIATORI, NON TURISTI  


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